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Israele, ritrovata l'antica Elusa

Nel deserto del Negev le rovine della città perduta

Deserto del Negev
istockphotos 
Deserto del Negev
PERCHÉ SE NE PARLA
Un team di archeologi ha ritrovato evidenti tracce dell’antica città di Halutza nel deserto del Negev, in Israele. Scavando sono emerse antiche costruzioni, e sulla parete di una di queste – probabilmente un bagno pubblico, vista la presenza di condutture per il calidarium - un’incisione con il nome greco dell’insediamento, Elusa. L’incisione avrebbe circa 1.700 anni, e all’epoca Halutza era una vivace e folta comunità sulla tratta carovaniera chiamata ‘la via dell’incenso’, che andava dalla penisola arabica al Mediterraneo. Raggiunse il suo massimo splendore in epoca bizantina, ed era famosa per essere l’unica città nel deserto del Negev, oltre che nota per il suo prelibato vino. Dopo le incursioni ottomane dell’insediamento non rimase nulla, e il deserto l’ha completamente sepolta per secoli.
 
PERCHÉ ANDARE
Non c’è alcuna intenzione di rendere il sito di uso turistico. Gli scavi, scrive Times of Israel, proseguiranno solo per ragioni di ricerca. Fra l’altro, si trova in un’area militarizzata del deserto, dove non sarebbe comunque possibile accedere. Ci sono però altre aree del Negev visitabili, e in effetti i paesaggi che offre in certi punti il deserto israeliano sono davvero mozzafiato. Si possono scegliere gli scenari preferiti in base alle attività che si vogliono fare. A nord è caratterizzato da dune sabbiose, al centro vi sono stupefacenti crateri e sorgenti d’acqua inaspettate, a est ricorda i deserti africani con una savana tutta particolare, mentre a sud si distingue per le particolari formazioni rocciose rosse e nere. 
 
DA NON PERDERE
Se oltre alla natura vi interessano i siti archeologici, il deserto del Negev vi soddisferà. Un tour archeologico tra le rovine delle antiche città possono toccare Avdat, Shivta e Mamshit. Mentre dal punto di vista culturale può essere decisamente interessante visitare un kibbutz. Alcuni appaiono come vere e proprie oasi nel deserto, con il tocco in più dell’architettura fiabesca come nel kibbutz di Neot-Samadar. Infine, il deserto si tuffa nel Mar Rosso, perfetta conclusione di un tour avventuroso. 
 
PERCHÉ NON ANDARE
I tour nel deserto si possono fare sia con viaggi organizzati (spesso costosi) che da soli, affittando una macchina. In ogni caso, sono piuttosto faticosi viste le temperature che a partire dal mese di marzo si cominciano ad alzare sensibilmente. 
 
COSA NON COMPRARE
I souvenir non sono certo un problema, vista l’abbondanza di artigianato nel paese. Probabilmente nel deserto vi troverete a pagare tutto molto più che in città. 
 
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