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Egitto, il relitto che dà ragione a Erodoto

Per secoli si è dubitato dell’esistenza di una nave da lui descritta. Che oggi è stata ritrovata

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Egitto
PERCHÉ SE NE PARLA
Nel suo ‘StorieErodoto descrive, tra le altre cose, di come gli Egizi navigassero sul Nilo a bordo di particolarissime navi chiamate ‘baris’. Lo storico greco rimase molto colpito dal modo in cui questi vascelli venivano costruiti e manovrati. Eppure, per secoli si è dubitato delle sue parole. Mai queste navi erano state ritrovate, nessun reperto fino ad oggi aveva testimoniato la loro esistenza. Forse lo storico si era sbagliato? Assolutamente no: è notizia recente che al largo della baia di Abu Qir, affacciata sul Mare Mediterraneo presso la foce del Nilo, i sommozzatori hanno recuperato i reti di un vascello naufragrato che corrisponde esattamente alle navi descritte nelle ‘Storie’ di Erodoto. Una scoperta eccezionale, che rimette in gioco tutta una serie di teorie e ipotesi su come gli antichi egizi si muovessero sul grande fiume 2500 anni fa.
 
PERCHÉ ANDARE
L’area sottomarina presso la quale si è trovato il relitto corrisponde all’antica città di Thonis-Heracleion, oggi completamente sommersa ma un tempo il principale porto sul Mediterraneo del regno egiziano. La città prosperò tra il VI e il IV secolo a.C., ma il suo destino fu crudele e la vide inabissarsi nel mare a causa di catastrofi naturali (non certe). Le sue rovine giacciono sul fondo del mare, dove un tempo si trovavano degli isolotti creati dalle diramazioni del Nilo pronto a gettarsi nel Mediterraneo. Le rovine sommerse sono state ritrovate solo in tempi molto recenti, e non manca chi la considera la perduta Atlantide. 
 
DA NON PERDERE
Alcuni dei reperti ritrovati nella città di Heracleion sono esposti presso il Museo di Alessandria, ma rimangono sotto il mare la maggior parte dei tesori dell’antica città. Un’immersione permette di ammirare un tesoro archeologico unico al mondo, visto che il mare ha conservato egregiamente statue, strade, stele, templi, edifici. L’area è molto vasta, e viene spesso paragonata a Pompei per la sensazione di tempo ‘congelato’ che restituisce la sua visione. Naturalmente l’unico modo di visitarla è facendo un’immersione rigorosamente organizzata da professionisti (il sito è un patrimonio di altissimo valore).
 
PERCHÉ NON ANDARE
Ci troviamo non lontano da Alessandria d’Egitto e dalla città di Rosetta, che diede il nome alla celebre stele attraverso la quale fu possibile tradurre i geroglifici. Una zona ad ‘alta intensità storica’, dove tuttavia oggi non è possibile vedere moltissimo. Il passato è stato cancellato dalla modernità (ad Alessandria) e dagli eventi naturali (ad Heracleion stessa). Ci sono certamente mete più attraenti per chi vuole assaporare la storia Egiziana.
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