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Palmira Damasco scoperta archeologia

Damasco, l'antica Palmira risorgerà

Chiamata anche la Sposa del Deserto, fu in tempi antichi una delle più importanti città della Siria

Palmira, Siria
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Palmira, Siria
PERCHE' SE NE PARLA
I lavori per far rinascere l'antica città greco-romana di Palmira, in Siria, danneggiata dallo Stato islamico da ripetuti bombardamenti, sono in corso. E tante statue secolari e sculture distrutte dai jihadisti stanno lentamente rivedendo la luce, accuratamente restaurate dagli archeologi.  Parliamo, al momento, di un busto di 1.800 anni raffigurante una donna ingioiellata e ben vestita, danneggiato nel 2015. Nel Museo Nazionale di Damasco, l'archeologo Muntajab Youssef e la sua squadra è al lavoro per poterla presto restituire al pubblico. 

PERCHE' ANDARCI
Palmira, chiamata anche la Sposa del Deserto, fu in tempi antichi una delle più importanti città della Siria. Tutta questa zona, compresi i quattro cimiteri fuori dalle mura della città antica, è stata dichiarata patrimonio Unesco dal 1980. Prima dello scoppio del conflitto in Siria, avvenuto nel marzo 2011, il sito era una delle attrazioni turistiche più popolari del Medio Oriente, con 105.000 visitatori all'anno. 

DA NON PERDERE
Ora, dopo essere stata distrutta, Palmira si prepara a risorgere: dopo le devastazioni provocate dall’Isis, gli imponenti progetti di restauro in atto permetteranno al sito archeologico di riaprire al pubblico nell’estate 2019. Lo ha annunciato il governatore della provincia di Homs Talal Barazi, sottolineando il contributo cruciale dell’Unesco, della Russia, della Polonia e dell’Italia nel riparare ai danni inferti dai terroristi alla città antica tra il 2015 e il 2017. Nel frattempo a Damasco gli esperti del Museo Puškin di Mosca sono impegnati nel restauro di statue e sculture provenienti dal sito archeologico, molte delle quali si presentavano in mille pezzi. 

PERCHE’ NON ANDARCI 
Allo stato attuale, in considerazione dell’attuale situazione di elevato rischio e di grave pericolosità, si sconsiglia vivamente di recarsi in Siria e si ribadisce l’invito ai connazionali ancora in loco a lasciare il Paese.

COSA COMPRARE 
Dai piccoli cammelli decorati a mano alle sciarpe, dai piatti in ceramica alle calamite che riproducono i siti turistici più famosi. E poi ci sono anche le bottiglie con la sabbia “disegnata”: tanto belle quanto fragili.
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