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Cina tempio Fugan

Cina: ritrovato un tempio buddista ‘perduto’

Da oltre 1000 anni non se ne avevano più tracce

Scavi archeologici Chengdu
LaPresse
Scavi del tempio di Fugan
PERCHE’ SE NE PARLA
Gli archeologi lo cercavano da anni. Il tempio buddista di Fugan era stato ‘inghiottito’ dall’urbanizzazione, o forse semplicemente caduto in rovina e negli anni depredato di ogni sua pietra. Si sapeva della sua esistenza, ma da ben 1000 anni nessuno ne aveva più traccia. Ebbene, è notizia di questi giorni che il Fugan Temple è tornato visibile grazie a scavi durati mesi nella città di Chengdu, capitale della provincia cinese di Sichuan. Gli archeologi hanno riportato alla luce alcune rovine, un pezzo di pavimentazione, ma soprattutto oltre 1000 tavolette con iscrizioni buddiste e più di 500 frammenti di sculture in pietra. Tutt’attorno alle fondamenta, sono state ritrovate ben 80 tombe. Oltre che utensili e oggetti di vario tipo. 
 
PERCHE’ ANDARE
Il tempio di Fugan risaliva circa al 317 ed è stato utilizzato fino al 1200. Dopodiché sparì, per quasi 1000 anni, inizialmente abbandonato e distrutto a causa di guerre. Molte testimonianze storiche ne riportavano la presenza, con tanto di leggende che conferivano alla struttura buddista una particolare santità: si dice infatti che un famoso monaco scrisse una preghiera auspicando ad un arrivo delle piogge, perché la regione era in preda ad una siccità importante. Attaccò la preghiera al portone principale del tempio di Fuga, e di colpò iniziò a piovere.
 
DA NON PERDERE
Ancora gli scavi non sono conclusi, ma gli archeologi sono certi che la scoperta permetterà di far luce sulla storia del buddismo nella regione. Se vi recate a Chengdu tra qualche tempo potrete osservare le antiche rovine riportate in vita. Nel frattempo, la città vanta due millenni di storia, quindi le attrazioni culturali non mancano. Molti templi e memoriali si trovano in location pittoresche, mentre nel Jinsha Museum potete ammirare le rovine di un sito risalente al 2700 a.C. 
 
PERCHE’ NON ANDARE
Chengdu è caotica (14 milioni di abitanti) e l’aria che si respira inquinata, come nella maggior parte delle metropoli cinesi. Inoltre, molte delle architetture tipiche che potete vedere tra i palazzi moderni sono ricostruzioni. Perfino Starbucks ha una location ‘tradizionale’, ma è finta quanto un parco a tema. 
 
COSA NON COMPRARE
Ci sono letteralmente centinaia di souvenir da Chengdu. Una delle maggiori attrazioni è lo zoo/riserva con i panda giganti, e l’oggettistica a tema è copiosa. Si tratta di un centro ricerche che in teoria tutela le bellissime bestie, in pratica è uno zoo ampio e ben tenuto. Uno di quei luoghi che può dare emozioni contrastanti. 
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