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Arabia Saudita, culla dell'evoluzione

Nel deserto le tracce della presenza di ominidi e dei nostri diretti antenati

Deserto
istockphotos
Deserto dell'Arabia Saudita
PERCHÉ SE NE PARLA
La scoperta è forse poco eccitante per i profani, ma di grande rilievo per gli esperti. Nel deserto dell’Arabia Saudita, presso un sito noto come Saffaqah, sono stati trovati degli strumenti in pietra datati circa 190.000 anni. Si tratta di strumenti (lance, asce) relativamente recenti rispetto alla tecnica con la quale sono stati realizzati, che corrisponde a quella della cultura Acheuleana, i cui reperti sono assai più antichi (i più datati vantano fino a 1 milione e mezzo di anni). Il punto è dunque non tanto l’antichità, o la rarità dei materiali trovati, quanto l’aver aggiunto un tassello all’evoluzione degli ominidi, e alla storia delle migrazioni. Quel tipo di artigianato infatti si ritrova in tantissime aree geografiche e temporali. I ritrovamento degli strumenti indicherebbe dunque che alcuni ominidi hanno continuato a vivere nella penisola arabica contemporaneamente a civiltà già più evolute, come l’Homo erectus, il nostro diretto antenato. E che l'evoluzione ha avuto in queste terre un importante palcoscenico. 

PERCHÉ ANDARE
Non è certo un luogo dove fare turismo, ma l’area centrale dell’Arabia Saudita e in particolare la zona di Saffaqah stanno fornendo agli archeologi numerosi reperti archeologici. L’area, densamente abitata prima di diventare desertica, conserva una eccezionale stratificazione storica, forse poco visibile ad occhio ‘nudo’ ma di grande valore per gli esperti. Il sito fu scoperto nel 1980, e da allora più di 80.000 reperti sono tornati alla luce.

DA NON PERDERE
La città più prossima a Saffaqah è Dawadmi, che si trova a circa 200 chilometri da Riyadh. Simbolo della città è il palazzo reale, ma non la si può certo definire una meta turistica. Le numerose scoperte archeologiche nell’area stanno piano piano accendendo i riflettori sulla città, che da poco si è dotata di un nuovo aeroporto. È sicruamente una provincia emergente, ma ancora scarsa di attrattive.

PERCHÉ NON ANDARE
Vista la difficoltà di fare turismo in Arabia Saudita, paese che da poco si è ‘aperto’ (e non del tutto) ai visitatori stranieri, Dawadami potrebbe non meritare ancora la fatica di raggiungerla.

COSA NON COMPRARE
Non ci sarà l’imbarazzo della scelta tra i souvenir, non preoccupatevi.

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