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Umbria, Capodanno d'eccellenza con le Lenticchie di Castelluccio

Coltivate sin dall'antichità vantano caratteristiche di eccellenza conferite dal clima della zona di origine

lenticchie legumi tavolo cucchiaio legno
©KevinDyer/iStock
Lenticchie
Il Capodanno è arrivato e con esso si appresta a rivivere la consueta tradizione di consumare il consueto piatto benaugurale di lenticchie. Quelle umbre di Castelluccio sono tra le più pregiate ed apprezzate tanto da aver meritato il riconoscimento della ambita IGP.

LA TRADIZIONE
Coltivate sin dall'antichità sui piani carsici del Parco dei Monti Sibillini a 1.500 metri di altitudine, le Lenticchie di Castelluccio assumono caratteristiche uniche grazie al freddo e alla neve che nei mesi invernali ricopre i campi, permettendo alla terra di riposare. Sono, dunque, le condizioni climatiche della zona unitamente alle caratteristiche dei terreni della vallata, ricchi di materiale organico e con un'alta percentuale di calcare perchè formatisi in età preistorica a seguito del prosciugamento di un grande lago montano, il segreto dello sviluppo delle peculiarità che contraddistinguono il pregiato ecotipo locale.

LA DENOMINAZIONE
Il legume, profondamente legato alla sua terra di origine, ha ottenuto il riconoscimento della prestigiosa I.G.P. nel 1997.

LE CARATTERISTICHE
Le Lenticchie di Castelluccio, infatti, hanno una buccia molto sottile e tenera che ne consente la cottura senza ammollo, riducendo notevolmente i tempi di preparazione. A causa delle rigide condizioni climatiche in cui nascono, inoltre, sono l'unico legume che non necessita di alcun tipo di trattamento per la conservazione perchè non vengono attaccate dal tonchio, un insetto le cui larve si nutrono proprio di legumi.

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LA PRODUZIONE
Bisogna attendere la primavera e lo scioglimento delle ultime nevi, per procedere all'aratura e alla semina. Nel mese di giugno i terreni sfoggiano una fioritura dalle mille sfumature, preludio del periodo della raccolta che comincia con il mese di luglio. Al termine della fase di essiccamento, nel mese di agosto, si procede alla trebbiatura che sino ad un passato non molto lontano era caratterizzata da veri e propri rituali di grane folklore, e a settembre le lenticchie sono pronte per essere confezionate e vendute. La vita del legume, dunque, è scandita da ritmi ben definiti, dettati dalle stagioni e dal loro clima.

LA CULTURA
Ancora oggi le usanze legate alla coltivazione della Lenticchia di Castelluccio hanno lasciato un affascinante retaggio che aggiunge un pizzico di folklore alla sua produzione. Non è raro, infatti, nella giornata del primo maggio, vedere i vecchi contadini che, come in passato, si aggirano nei campi compiendo un vero e proprio rituale propiziatorio per preservare il raccolto dal fuoco, dalle tempeste, dalla siccità e dalle cavallette. Per invocare la protezione delle loro colture, piantano su ogni campo una croce fatta di ramoscelli e gettano sul terreno carboni benedetti ed alcune gocce di acqua santa mentre recitano una litania a San Benedetto e Santa Scolastica.

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IN CUCINA
Particolarmente nutrienti e saporite, queste lenticchie garantiscono un elevato apporto di proteine e zuccheri a fronte di un ridotto contenuto di grassi. Sono, inoltre, ricche di vitamine, sali minerali e fibre, che le rendono un toccasana nel controllo del colesterolo e della pressione.

PRODOTTI TIPICI E RICETTE DAL GUSTO ITALIANO

LA RICETTA
Crema di lenticchie. Ingredienti per 4 persone: 300 gr. di lenticchie – una carota – una costa di sedano – una patata – pane raffermo – sale – olio exta vergine.
Mettere a cuocere le lenticchie in abbondante acqua con il sedano, la carota e la patata tagliata a cubetti. Dopo trentacinque minuti di bollitura aggiungere il sale e far bollire per altri cinque minuti. A questo punto, senza scolare, passare il tutto al passaverdura e rimettere sul fuoco per circa 10 minuti, aggiungendo se necessario, dell’acqua calda. Tostare dei crostini di pane, strusciarli con l’aglio e porli sul fondo di scodelle individuali, cospargere con la crema di lenticchie.

IL TERRITORIO
Castelluccio è una frazione del comune di Norcia (PG) in Umbria. Il paese si trova a circa 28 km da Norcia, raggiungibile attraverso una strada panoramica, posto in cima a una colle che si eleva sull'omonimo altopiano (Piani di Castelluccio) tra i più vasti dell'Italia Centrale e inserito nel Parco nazionale dei Monti Sibillini, a una altitudine di 1.452 m s.l.m. che ne fanno uno dei centri abitati più elevati degli Appennini. Di fronte ad esso si erge la sagoma del Monte Vettore (2.476 m).
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