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Trieste i migliori caffè letterari

Trieste tra piccoli bar e caffe' letterari

Gusto d'epoca a Trieste. Indirizzi da non perdere nella città dei caffè storici in stile viennese divenuti veri e propri monumenti nazionali.

Trieste Canal Grande e le Rive
©APT Trieste/Alessandro Savella
Un semplice caffè a Trieste può trasformarsi in un gesto d’arte. Forse ai più è risaputo che la città mitteleuropea dove si sono ispirati grandi letterati mantiene ancora intatta la tradizione dei caffè storici in stile viennese che hanno radunato ai loro tavoli le menti più brillanti del primo Novecento. Ancora oggi, se non presi d’assalto dai turisti, i caffè letterari di Trieste possono essere luoghi per soste riflessive in cui ritrovare, tra una tazza di tè o caffè, il proprio tempo senza fretta alcuna. Nessun cameriere, infatti, sollecita a lasciare il tavolo immediatamente dopo la consumazione, anzi magari propone un’altra fetta di Strudel o di torta Sacher o, se sono le sei del pomeriggio, un boccale di birra “ben accompagnato”.

Perché la filosofia di questi caffè è rimasta la stessa dei vecchi tempi quando i clienti discutevano di letteratura, arte, politica o economia, seduti allo stesso tavolo in cui si accomodavano James Joyce, Italo Svevo e Umberto Saba: tre letterati che, attraversando la vita cittadina in prima persona, parlando dialetto e assaporando i piaceri del “bollito misto” alla triestina, hanno tradotto in letteratura l’anima di una città di frontiera multiculturale.

Tra i locali storici per un caffè davvero “dotto”, il Caffè San Marco, aperto nel 1914 come luogo di ritrovo di lettori di quotidiani per poi diventare, all’epoca della Prima Guerra Mondiale, un laboratorio per la preparazione di passaporti falsi, che sarebbero serviti ai patrioti antiaustriaci per scappare in Italia. Gli interni, dove non è raro incontrare lo scrittore Claudio Magris, ripropongono la tipica atmosfera del caffè viennese: il bancone di legno intarsiato, i nudi dipinti sui medaglioni alle pareti, il ripetersi ossessivo delle foglie di caffè nelle decorazioni, i tavolini di marmo con la gamba di ghisa, le specchiere e gli affreschi originali.

Proseguendo con l’ideale itinerario tra caffè storici, in pieno Borgo Teresiano, si incontra l’insegna del Caffè Stella Polare, accanto all’elegante chiesa serbo-ortodossa di San Spiridione. Nato come tipico locale austro-ungarico, con le classiche decorazioni di stucchi e specchi in parte ancora presenti, il locale è stato per anni rifugio di negozianti e intellettuali sia triestini che stranieri. Il bar si presenta oggi come un locale intimo con arredamento in stile Belle Époque, sedie viennesi e anche un piano-bar in una saletta interna. Nei suoi ambienti gravitò spesso il poeta Umberto Saba che amava frequentare anche il Caffè Tergesteo al quale dedicò addirittura una lirica del suo Canzoniere (“Caffè Tergeste... tu concili l’italo e lo slavo, a tarda notte, lungo il tuo bigliardo”). Dopo i lavori di restauro intrapresi per ricreare l'atmosfera di fin de siécle, però, dell’originale è rimasto ben poco. Nato nel 1863, all’interno dell'omonima Galleria, il Tergesteo è famoso per le sue vetrate colorate raffiguranti alcuni episodi della leggendaria storia di Trieste.

Fuori dalla Galleria è possibile imbattersi in altri suggestivi caffè, come il Bar Ex Urbanis, piccolo, intimo, nato dalle ceneri di una pasticceria e impreziosito da un pavimento a mosaico, che reca la data storica della sua fondazione: 1832. Altri due nomi storici della Trieste letteraria sono il Caffè Tommaseo e il Caffè degli Specchi. Tommaseo è uno dei più antichi caffè della città dove si ripercorrono le orme di Italo Svevo che qui vi passava giornate intere a scrivere, a leggere i suoi “maestri”, a chiacchierare con l’amico James Joyce. In questo locale venne offerta per la prima volta la più grande novità culinaria d’inizio secolo: il gelato.

Affacciato dal 1839 sulla bella Piazza dell’Unità è, invece, il Caffè degli Specchi che, totalmente ristrutturato nel 2000, ha inevitabilmente perduto parte del suo carisma originario. Rimane tuttavia, un ambiente raffinato che, al pianterreno di palazzo Stratti, si propone come salotto della città. Fa parte dei Locali Storici d’Italia e ha ospitato tra i suoi tavoli Kafka, Joyce e Italo Svevo, tra gli altri.

Più che semplici bar, piuttosto locali gastronomici a tutti gli effetti, quasi tutti questi caffè storici propongono anche i dolci tipici di Trieste che rivelano forti influenze austroungariche. Tra questi, ad esempio, il presnitz e la putizza, rotoli dolci con un ripieno di frutta secca, cioccolata e spezie. Ci sono poi i diffusissimi strucoli, (strudel) confezionati con una pasta molto sottile che avvolge un ripieno di mele, ma anche di ciliegie, prugne, albicocche, ricotta e persino semi di papavero.

Le migliori pasticcerie locali offrono anche rigo-janci, delicata mousse di cioccolato glassata, e dobos, torta di cioccolato e caramello: due specialità magiare che Trieste ha adottato facendone dei classici. Ma se siete in cerca della delizia più triestina, dovete allora assaggiare le “fave dei morti”, così chiamate perchè per tradizione si gustavano il 2 novembre. Si tratta di piccoli bonbon tondeggianti fatti con mandorle e bianco d’uovo. Morbidi, profumati e in tre colori: bianchi al maraschino, rosa all’acqua di rose e marroni al cacao.

Indirizzi utili

Caffè Tommaseo
Piazza Tommaseo, 4/c
Tel: 040/362666
Caffè San Marco
Via Battisti, 18
Tel:   040/363538  
Caffè degli Specchi
Piazza Unità d’Italia, 7    
Tel: 040/370187  
Caffè Tergesteo
Piazza della Borsa, 15
Tel: 040/365812  
Caffè Stella Polare
Via Dante, 14
Tel: 040/632742
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