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Trentino Alto Adige La Polenta di Storo

Storo val bene una polenta

Nella Valle del Chiese conviene non lasciarsi sfuggire l'assaggio di quella che è considerata la migliore polenta di montagna trentina

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©Thinkstock
Un piatto di polenta
Coltivato ancora secondo i metodi della tradizione trentina, il Mais Nostrano di Storo dona da sempre un'ottima farina gialla dalla quale si ricava la vera polenta di montagna che arricchisce numerosi piatti locali e ha rappresentato, per lungo tempo, l'ingrediente più significativo per l'alimentazione delle popolazioni della Valle del Chiese.

LA TRADIZIONE Si dice che la Farina Gialla di Storo sia antica quanto le tradizioni della terra in cui cresce il mais da cui viene ottenuta. E', però, con la costruzione del mulino cittadino nel 1921 che la sopravvivenza e la conservazione di questa farina e dalla materia prima con cui viene prodotta hanno subito il massimo impulso. Nel corso del tempo la tradizione si fece più radicata e alla fine degli anni '80 i produttori si riunirono in un consorzio per la tutela e la valorizzazione del Mais Nostrano di Storo. Il granturco da cui si ricava questa farina è, infatti, un ecotipo locale dalle caratteristiche estremamente particolari e viene utilizzato esclusivamente per la produzione della polenta che, ancora oggi, avviene secondo i metodi di una volta seguendo i cicli naturali e ricorrendo quasi esclusivamente al mulino del consorzio.

LA DENOMINAZIONE Considerata un prodotto estremamente rappresentativo della tradizione gastronomica della Valle del Chiese, la Polenta di Storo prende il nome del suo luogo di produzione e sottolinea l'importanza della materia prima da cui viene ottenuta: la farina gialla del Mais Nostrano di Storo un cereale che viene coltivato esclusivamente in questa zona del Trentino a testimonianza dell'unicità delle caratteristiche che lo contraddistinguono.

LE CARATTERISTICHE Grazie alle tecniche di produzione tradizionali che rispettano il rigoroso Disciplinare adottato dai consorziati, la Polenta di Storo si distingue per il sapore particolare che evoca la montagna e le sue specialità. Viene lavorata in vari modi, così da ottenere alcune delle ricette più rappresentative della tradizione locale, come la polenta “concia, la “carbonera” o la “macafana”, ma ciò che più di tutto distingue la farina con cui viene preparata è il mais da cui viene ottenuta, facilmente riconoscibile per le sue pannocchie dai chicchi di colore ramato, simili a quelli del granoturco Marano.

LA PRODUZIONE E' un rigoroso disciplinare a regolamentare la produzione della Polenta di Storo affinchè venga garantito il rispetto delle tradizionali tecniche di coltivazione e lavorazione, a cominciare dalla semina, sino alla sua trasformazione in farina. Una volta seminato manualmente, il granoturco viene raccolto e lasciato essiccare nei granai, su appositi graticci o con tecnologie moderne con aria calda autorizzate dal disciplinare. La sgranatura delle pannocchie molto spesso avviene ancora manualmente, ma è consentito il ricorso a tecniche automatizzate. Per la macinatura, infine, viene ancora impiegato quasi esclusivamente il mulino del consorzio.

LA CULTURA La polenta di Storo vanta dei supporter davvero speciali. Si chiamano Polenter e sono dei volontari del paese che, muniti di paioli e mestoli, girano l'Italia e si spingono sin oltre i confini nazionali proprio per promuovere il prodotto e farlo conoscere ovunque si abbia voglia di assaporare tutto il gusto della montagna trentina. La popolazione ha sempre apprezzato l'attività di questi buongustai ed è proprio per questo che ha dedicato loro una scultura che raffigura proprio un Polenter accanto al suo paiolo.

IN CUCINA Importante alimento per il sostentamento della popolazione di Storo, fino al dopoguerra la polenta ha sempre rappresentato il piatto base della dieta locale. Oggi la preziosa farina gialla è un gustoso ingrediente per la preparazione di ottime ricette che rappresentano al meglio la tradizione montana del Trentino. Da non perdere, ad esempio, la polenta Carbonera, preparata con formaggio e salamino, la Macafena, dall'inconfondibile gusto di cicoria, e gli sfiziosi biscotti preparati con la farina gialla di Storo.

IL TERRITORIO Adagiata ne l cuore della Valle del Chiese, Storo è una graziosa contrada compresa nel bacino imbrifero montano del BIM del Chiese e circondata da alte rupi scoscese. Il suo centro storico, pittoresco e ricco di storia, offre piacevoli spunti per concedersi un soggiorno all'insegna delle bellezze e delle tradizioni del Trentino senza mai perdere di vista il contatto con la natura che, nella zona della valle, è splendida e prorompente. Soggiornando nel paese si ha l'opportunità di esplorare i tradizionali rioni, caratterizzati da elementi tipici come corti, ballatoi e dipinti murali che costeggiano graziose vie selciate, androni e caratteristiche piazze con fontane in granito. Da non perdere la chiesa di San Floriano, datata 1199, che custodisce al proprio interno un antico organo a canne e tele del Romanino, e la chiesa di san Lorenzo del XV secolo preziosamente affrescata. Si respira ancora storia nella affascinate frazione di Lodron dove la famiglia di Conti da cui prende il nome ha lasciato affascinanti testimonianze del proprio passaggio e dove è possibile visitare il Palazzo Caffaro, con l'annesso Conventino, e Palazzo Bavaria, immerso nella campagna. Storo è, inoltre, un ottimo punto di partenza per godere delle bellezze della natura circostante e per dedicarsi a piacevoli attività all'aria aperta. Non lontano dal paese, infatti, meritano una visita le belle cascate Fontana Bianca e Fontana Santa, mentre affascinanti sentieri naturalistici e panoramici offrono l'opportunità di intraprendere piacevoli itinerari tra i boschi di conifere del Dos Rotond, alle malghe di Plaz, Spina, Valdoneda e Cascina Vecchia ed al Monte Tonolo.
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