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Sagre Lazio Sagra della frittella di cavolfiore Tuscania

Nella Tuscia Viterbese a gustare frittelle (di cavolfiore)

Sagra della Frittella al cavolfiore a km zero: a Tuscania si festeggia il piatto tipico della tradizione laziale

frittelle
iStock
Frittelle di cavolfiore
Legata alla ricorrenza religiosa in onore di Sant’Antonio, protettore degli animali, la Sagra della frittella al cavolfiore a km zero inizia con la sfilata dei visitatori, che portano i propri animali domestici, per chiedere la grazia al Santo protettore. L’evento religioso si mescola con la tradizione popolare e con il gusto tipico della Tuscia Viterbese.
 
 
Il 22 gennaio, nella cittadina in provincia di Viterbo, la Sagra della Frittella al cavolfiore entrerà nel vivo dopo il corteo seguito dai butteri tuscanesi in abiti tradizionali. Fu il tragico terremoto che colpì Tuscania a spingere i cittadini del borgo a unire la tradizione religiosa al piatto tipico locale. 
Il desiderio di ricominciare e di riunirsi per ricostruire il paese spinse 47 anni fa la nascita della prima Sagra. La festa sarà accompagnata da stornellatori, cantori e artisti di strada che rallegrano con la loro musca percorrendo i vicoli di Tuscania. Il centro storico della cittadina sarà cosparso da numerosi stand gastronomici ricchi di prodotti e piatti tipici locali. 
 
Le gustose frittelle al Cavolfiore, fritte in un padellone posto nella piazza principale del paese, sono le vere protagoniste della sagra che culminerà nello spettacolare Fuoco di Sant’Antonio, a concludere la manifestazione.
 
 
In mattinata il corteo attraverserà Via Novara, Via dell’Olivo, Viale Trieste, Via Cerasa, Via Piansano e Via 24 Maggio per poi tornare e fermarsi in Viale Trieste dove verrà raggiunto dagli araldi che, dalla chiesa di Santa Maria del Riposo, trasporteranno fuori la statua devozionale. In questo luogo il parroco farà la sua benedizione al bestiame.
 
 
Dalle 11.30 in Piazza Italia inizierà la distribuzione delle frittelle di cavolfiore a km zero. L'ingrediente è il cavolfiore assolutamente di provenienza locale, che viene passato nella farina, aromatizzato con cannella e tuffato nell'olio bollente.
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