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Sagre Emilia Romagna Tortellone d'Autunno Bevilacqua

In Emilia Romagna i tortelli si gustano in autunno

Bevilacqua dedica gli ultimi due weekend di settembre alla pasta fresca fatta in casa

Bologna: dove mangiare tortellini Doc
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Tortellini
La Sagra del Tortellone nasce nel 1989, anno in cui viene ricostruita la nuova Polisportiva di Bevilacqua. In quel periodo si sparge la voce che dal Friuli del post terremoto, si possono acquistare a poco le abitazioni dimesse dei terremotati. Prontamente i dirigenti partono per il Friuli armati di tanta volontà e pochi mezzi e in soli due giorni smontano una struttura di metri 28x6 per riportarla a Bevilacqua. E' in questo periodo che si è pensato alla valorizzazione di un piatto tipico e povero del territorio.
 
 
La Sagra del Tortellone doveva rappresentare un momento di festa per tutta la comunità e allora si pensò di abbinare la festa al patrono S.Giacomo onorato il 25 luglio. Da allora tutti gli anni la sagra viene organizzata con la collaborazione delle donne del paese che si offrono per la produzione di tortelloni e dei tortellini. Dopo 25 anni la struttura si presenta efficiente e ampliata, permettendo un'accoglienza professionale e attenta in grado di gestire fino a 800 commensali per serata.
 
Bevilacqua è una piccola frazione di confine, divisa fra i due comuni di Cento (Fe) e Crevalcore (Bo). La sua storia è ricca di riferimenti che la collegano all'insediamento dei Romani nel III secolo a.C. nell'Italia centro-settentrionale. La parte bolognese del paese si stende tutta sull'antico latifondo dei Bevilacqua; il pregevole palazzo, che nel secolo XV il Conte Gherardo fece costruire come dimora di campagna, abbellita da torri nel secolo XVI, è un bell'esempio di architettura padana, purtroppo ora si trova in condizioni degradate. 

La bella corte intorno al palazzo fu dotata nel 1719 di una chiesa privata dedicata alla Beata Vergine di Loreto che ora è sconsacrata e in stato di abbandono. La parte ferrarese appartiene alla Partecipanza di Cento, un'istituzione storica che risale alla famosa contessa Matilde di Canossa che donò queste terre del Pagus Perseceta alla Chiesa e quindi al Vescovo di Bologna che incominciò a cederle in enfiteusi. Nacquero così nel secolo XIII delle comunità rurali rette da Statuti, patti che regolavano le ripartizioni fra le famiglie e imponevano la bonifica delle terre ai coloni: erano le famose Partecipanze agrarie le cui regole, a distanza di 700 anni, sono ancora rispettate.
 
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È qui che ogni anno la tenera pasta fatta in casa dei tortelloni viene gustata in tantissime sfiziose varianti. Il menu prevede: tortelloni di zucca, ricotta, cinghiale e ancora tortelloni con patate e speck, verdi alle noci e in tante altre saporite varianti come quelli d’autunno a base di funghi. E per chi non vuole rinunciare ad assaggiare tutte le specialità del territorio, tante proposte come il capocollo di maiale, la salsiccia ai ferri e il prosciutto con grana.
 
Il tutto accompagnato dall’ottimo vino locale, da accostare a tutte le prelibatezze della festa. La manifestazione prosegue con le divertenti iniziative organizzate come il tradizionale spettacolo di burattini e le performance musicali delle band locali. Chiudono la giornata la Santa Messa e la caratteristica processione tra le vie del borgo. 
 
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