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Aglio Bianco Polesano DOP

Il bianco polesano

L'aglio DOP è il prodotto simbolo della provincia di Rovigo, città d'arte adagiata nel cuore del Polesine e accarezzata dalla brezza marina del vicino Delta del Po

ortaggio
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Aglio
In Polesine (il territorio che corrisponde alla provincia di Rovigo) l'aglio è una coltura assai diffusa e vanta una tradizione sia per la produzione che per la sua lavorazione prima della vendita.

LA TRADIZIONE Già dalla seconda metà dell’800 si parla di produzione e commercializzazione di aglio in Polesine, la cui ascesa inizia dopo la seconda guerra mondiale con l’affermarsi del prodotto a livello internazionale grazie a un notevole flusso di export. Dei 50 Comuni della Provincia di Rovigo, in ben 30 vi è una presenza significativa della coltivazione dell’aglio. In questo modo vengono coinvolte tutte e tre le “regioni agrarie” del Polesine ovvero l’Alto Polesine, il Medio o di Rovigo ed il Basso. La concentrazione maggiore è presente nell’areale del medio Polesine.

LA DENOMINAZIONE Tutto è partito nel 1992/93 su iniziativa dell’allora Centro Quadrifoglio dell’Associazione Polesana Coltivatori Diretti che ha messo a punto un progetto in collaborazione con l’azienda sperimentale “Po di Tramontana” dell’allora ESAV oggi Veneto Agricoltura. Esso prevedeva la sanificazione dei bulbilli dell’ecotipo dell’aglio bianco polesano onde ottenere quanto più possibile coltivazioni in cui la presenza di marciume fosse ridotta al minimo.

LE CARATTERISTICHE L’indubbio radicamento nel territorio della produzione, la sua continuità, il lavoro di selezione massale fatto dai produttori, sono la logica spiegazione delle  caratteristiche dell’aglio bianco Polesano. In particolare se ne evidenzia la brillantezza del colore, la compattezza dei bulbi, la lunga conservabilità una volta essicato e la serbevolezza una volta acquistato dal consumatore. Infine le indubbie caratteristiche intrinseche, in particolare l’aroma intenso.

LA PRODUZIONE La zona di produzione e condizionamento dell’Aglio Bianco Polesano comprende i seguenti comuni del Polesine, situati in provincia di Rovigo: Adria, Arquà Pol.ne, Bosaro, Canaro, Canda, Castelguglielmo, Ceregnano, Costa, Crespino, Fiesso Umbertiano, Frassinelle, Fratta, Gavello, Guarda Veneta, Lendinara, Lusia, Occhiobello, Papozze, Pettorazza, Pincara, Polesella, Pontecchio, Rovigo, S.Bellino, S.Martino di Venezze, Villadose, Villamarzana, Villanova del Ghebbo, Villanova Marchesana.

LA CULTURA Storicamente la presenza di tale coltura la si rileva già nel XVI secolo. Anche per la commercializzazione l'aglio polesano ha visto nei secoli nella piazza di Rovigo un punto di riferimento, come riportato nell'Archivio Storico della Camera di Commercio di Rovigo. Il fatto che la coltura dell'aglio si sia radicata nel tempo sul territorio del Polesine dimostra che la combinazione del fattore pedo-climatico dell'area e del fattore umano è risultata elemento fondamentale per l'affermazione di tale prodotto orticolo. Questa produzione ha rivestito e riveste una certa importanza nell’economia agricola provinciale, ma non solo, considerato che negli anni il commercio di aglio nella e dalla provincia di Rovigo ha sempre rappresentato un argomento di sicuro interesse per gli operatori commerciali. Infatti oltre ad operatori privati singoli od associati di varia entità dediti o no all’export la merce aglio viene trattata anche dai due Mercati ortofrutticoli locali di Lusia e Rosolina.

IN CUCINA Un ortaggio prezioso in cucina (a crudo, intero o sminuzzato, secco in polvere, spremuto) e molto utilizzato anche per le numerose proprietà: antibatterica,antisettica, mucolitica, ipotensiva e come regolatore del sistema cardiovascolare; un vero toccasana. L’aglio si usa per insaporire qualunque pietanza, dai sughi, alle carni, al pesce e le verdure. Fresco “profuma” insalate di pomodori, paste fredde o salse. Tra le ricette tipiche la Bruschetta di pane con olio e aglio, Aglio Polesano al forno, Pollo all’aglio Polesano e la Supa de Ajo (Minestra d’Aglio).

IL TERRITORIO Il comune di Rovigo si estende tra l'Adige a nord e il Canalbianco a sud, ad eccezione della frazione di Fenil del Turco che è situata tra il Canalbianco e lo scolo Zucca; si trova a circa 41 km dalla costa del mare Adriatico. Oltre ad essere dotata di un nucleo storico monumentale, Rovigo è un importante centro agricolo ed industriale. Gli storici suppongono che nella zona vivessero gli antichi Veneti e poi i Romani, ma solo un documento del 24 aprile 838 dove Rovigo viene definita in latino villa "que nuncupatur Rodigo", ossia "borgo [rurale] detto Rodigo". Nel 920 il vescovo di Adria fece costruire una fortificazione in questo borgo per trasferirvi la sede vescovile al riparo dalle scorrerie ungare. Nel 1117 furono gli Estensi a governare la città fino al 1482 quando questi la cedettero alla serenissima per saldare debiti di guerra. Rovigo rimase sottomessa a Venezia per tre secoli, fino all'arrivo dei Francesi con Napoleone. Coinvolta, come il resto dell'Italia, nelle guerre risorgimentali, subì una breve occupazione austriaca prima di essere annessa al Regno d'Italia nel 1966. Simbolo della città, il Castello rappresenta il reperto urbanistico più antico di Rovigo. Nei secoli la fortificazione fu modificata e ampliata, fino a diventare una vera e propria fortezza, cinta da mura merlate e da un fossato, munita di ben otto torri. Al centro della fortezza si elevava il mastio, ancora esistente, chiamato Torre Donà: alta più di 60 metri. Nei pressi sorge la Torre Grimani, chiamata “Torre mozza” perché parzialmente crollata; entrambe le torri sono pendenti. Il Duomo sorge dove era ubicato intorno all'anno 1000 il primo edificio sacro dedicato a S.Stefano Papa. In quest’area, collocata tra chiesa e castello, nacque e si sviluppò la città. Questa antica costruzione, nel cui interno si possono ammirare numerose sculture e dipinti, ha subìto vari rifacimenti e presenta ancora una facciata incompiuta. Nel vicino Giardino Pubblico si trovano le due torri pendenti: la merlata Torre Donà, una delle più alte torri medievali italiane e la Torre mozza. La visita alla città medievale ci porta ad ammirare il Palazzo del Municipio, del XVI secolo e poi rifatto nel XVIII, la settecentesca Torre dell’Orologio, il Palazzo dell’Accademia dei Concordi, che oggi ospita la ricca Pinacoteca dei Concordi e la Pinacoteca del Seminario, il Palazzo Roverella del 400 e il Palazzo Roncale di Michele Sanmicheli del 1555. Notevoli anche le Porte, la torre di via Pighin, anch’essa risalente al tempo dei vescovi, che faceva parte della cinta muraria eretta nel 1138 dal vescovo Florio Cattaneo. Posta nel cuore della città, di forma trapezoidale e lastricata in trachite, Piazza Vittorio Emanuele II è una delle più antiche di Rovigo. Nel mezzo, si erge la statua celebrativa di Vittorio Emanuele II, posta nel 1881, mentre sul fondo, spicca una colonna in pietra d’Istria (1519) con sulla sommità il Leone di S.Marco. Sempre in questa piazza si affaccia il Campanile di Baldassarre Longhena, il Museo Civico delle Civiltà in Polèsine, nell’ex monastero degli Olivetani di San Bartolomeo.
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