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Licenza, la Sagra della polenta rencocciata

Alle porte di Roma si riscoprono in tavola i sapori della tradizione contadina

Polenta
Courtesy of©ilbusca/iStock
Polenta
Tra un mese circa la primavera farà il suo ingresso: perché attenderla per pianificare una gita fuori porta? Se la voglia di passare una piacevole giornata fuori casa non può attendere, sono tanti e ghiotti gli spunti che permettono di unire l'utile al dilettevole. 

Tutte le buone forchette, ad esempio, il prossimo 24 febbraio potrebbero prendere in considerazione la 26° edizione della Sagra della polenta rencocciata organizzata, come ogni anno, dalla Pro loco di Licenza, delizioso borgo sito a circa 50 km da Roma e immerso nel verde del Parco Regionale Naturale dei Monti Lucretili.
 
Vuoi fare la polenta? Mai senza il paiolo
 
La manifestazione enogastronomica, più unica che rara, rende protagonista proprio la polenta. Tutti conoscono questa pietanza date le sue antiche origini ma sono tante, e differenti, le varietà da sperimentare: avete mai provato, ad esempio, quella “rencocciata”? Se non ne avete mai sentito parlare è ora di rimediare e colmare questa lacuna.
 
Il motivo del suo curioso nome? Questo piatto, data la sua particolare consistenza, rimanda a una tipica espressione romana “èsse de coccio” che significa essere duro di comprendonio. La polenta, arrostita sulla griglia, viene infatti lasciata raffermare per un giorno intero per poi essere tagliata a pezzi e consumata a mò di pane. La polenta, secondo la tradizione, generalmente viene accompagnata da carne di cinghiale ma, in realtà, sono tante le pietanze a cui è possibile abbinarla.
 
Trattandosi di una giornata di festa, oltre a misurarsi con gli stand gastronomici che renderanno particolarmente dinamico il centro cittadino, è possibile lasciarsi rallegrare da spettacoli musicali, balli e giochi. Ma non solo.

Una volta placato l’appetito, vale la pena muoversi alla scoperta del territorio e fare visita ai ruderi della villa di Orazio, al Ninfeo degli Orsini nonché al museo “Oraziano”. Da non dimenticare infatti che proprio Licenza fece breccia nel cuore del poeta Quinto Orazio Flacco al punto che la scelse come luogo di ritiro in cui rifugiarsi per dedicarsi alla meditazione, alla filosofia, alla lettura e alla poesia. 
 
 
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