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Castelluccio di Norcia, la regina delle lenticchie

La Piana di Castelluccio dona un legume pregiato conosciuto in tutto il mondo

Piana di Castelluccio
©iStockphoto
Panorama della Piana di Castelluccio con Norcia
Ciò che rende la lenticchia di Castelluccio di Norcia diversa da tutte le altre è il suo luogo di origine, l'altopiano di Castelluccio situato a circa circa 1500 m sul livello del mare e caratterizzato da un clima con inverni piuttosto rigidi e gelate primaverili che si protraggono fino a Giugno; l'estate è molto breve e con forti escursioni termiche tra il giorno e la notte. Tali peculiarità, assieme alle particolari caratteristiche dei terreni della vallata, consente di ottenere un prodotto unico al mondo.

LA TRADIZIONE
La storia di questa lenticchia è antichissima ed è profondamente legata al territorio del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Le condizioni climatiche della zona unitamente alle caratteristiche dei terreni della vallata, formatasi in età preistorica a seguito del prosciugamento di un grande lago montano e per questo particolarmente ricchi di materiale organico, con un'alta percentuale di calcare, hanno favorito lo sviluppo delle peculiarità che contraddistinguono il pregiato ecotipo locale.

LA DENOMINAZIONE
Il legume, profondamente legato alla sua terra di origine che gli ha conferito caratteristiche di eccellenza, ha ottenuto il riconoscimento della prestigiosa I.G.P. nel 1997.

LE CARATTERISTICHE
Caratteristica peculiare della lenticchia di Castelluccio che la differenzia da tutte le altre, è la sua straordinaria resistenza alla siccità e al freddo dei lunghi inverni, che la rende, di fatto, immune dal tonchio un piccolo coleottero lungo circa 4 mm le cui larve si nutrono di legumi. La sua elevata resistenza, inoltre, consente di non fare ricorso a diserbanti e pesticidi nel processo di coltivazione del prodotto, rendendolo così unico al mondo. Nei baccelli si possono trovare da uno a tre semi di dimensioni piuttosto ridotte (con un diametro di circa 3/4 mm), dalla forma tondeggiante ed appiattita e dall'aspetto tigrato, il cui colore varia dal verde al marrone chiaro. La buccia particolarmente fina e tenera consente di cuocere direttamente il prodotto, senza che questo venga messo a bagno come accade per gli altri legumi.

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LA PRODUZIONE
Soltanto in primavera, con lo scioglimento delle ultime nevi, i terreni sono per l'aratura e la semina. Nel mese di giugno sfoggiano una fioritura dalle mille sfumature, preludio del periodo della raccolta che comincia con il mese di luglio. Al termine della fase di essiccamento, nel mese di agosto, si procede alla trebbiatura che sino ad un passato non molto lontano era caratterizzata da veri e propri rituali di grane folklore, e a settembre le lenticchie sono pronte per essere confezionate e vendute. La vita del legume, dunque, è scandita da ritmi ben definiti, dettati dalle stagioni e dal loro clima.

LA CULTURA
Appena finita l'aratura si procede alla semina della lenticchia. Non è raro, ancora oggi, nella giornata del primo maggio, vedere i vecchi contadini che, come in passato, si aggirano nei campi compiendo un vero e proprio rituale propiziatorio per preservare il raccolto dal fuoco, dalle tempeste, dalla siccità e dalle cavallette. Per invocare la protezione delle loro colture, piantano su ogni campo una croce fatta di ramoscelli e gettano sul terreno carboni benedetti ed alcune gocce di acqua santa mentre recitano una litania a San Benedetto e Santa Scolastica.

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IN CUCINA Le lenticchie di Castelluccio sono particolarmente nutrienti e garantiscono un elevato apporto di proteine e zuccheri a fronte di un ridotto contenuto di grassi. Sono, inoltre, ricche di vitamine, sali minerali e fibre, che le rendono un toccasana nel controllo del colesterolo e della pressione.

PRODOTTI TIPICI E RICETTE DAL GUSTO ITALIANO

LA RICETTA Crema di lenticchie. Ingredienti per 4 persone: 300 gr. di lenticchie – una carota – una costa di sedano – una patata – pane raffermo – sale – olio exta vergine.
Mettere a cuocere le lenticchie in abbondante acqua con il sedano, la carota e la patata tagliata a cubetti. Dopo trentacinque minuti di bollitura aggiungere il sale e far bollire per altri cinque minuti. A questo punto, senza scolare, passare il tutto al passaverdura e rimettere sul fuoco per circa 10 minuti, aggiungendo se necessario, dell’acqua calda. Tostare dei crostini di pane, strusciarli con l’aglio e porli sul fondo di scodelle individuali, cospargere con la crema di lenticchie.

IL TERRITORIO Castelluccio è una frazione del comune di Norcia (PG) in Umbria. Il paese si trova a circa 28 km da Norcia, raggiungibile attraverso una strada panoramica, posto in cima a una colle che si eleva sull'omonimo altopiano (Piani di Castelluccio) tra i più vasti dell'Italia Centrale e inserito nel Parco nazionale dei Monti Sibillini, a una altitudine di 1.452 m s.l.m. che ne fanno uno dei centri abitati più elevati degli Appennini. Di fronte ad esso si erge la sagoma del Monte Vettore (2.476 m). VISITA NORCIA: VAI ALLA GUIDA

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