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Cassano delle Murge, i ceci rossi salvati dall'estinzione

Lo storico legume pugliese è stato recentemente recuperato per poter portare nuovamente in tavola sapore e tradizione

ceci rossi legumi
©Harshal Salve/iStock
Ceci rossi
A Cassano delle Murge, comune a sud della città di Bari, il territorio dona da tempo ceci deliziosi di colore rosso che, assieme a quelli più famosi di colore nero, hanno seriamente rischiato di scomparire. Negli ultimi anni, grazie all'impegno dei produttori e della Fondazione Slow Food, il delizioso legume locale, tramandato di generazione in generazione, è tornato sulle tavole locali e non solo, regalando deliziose ricette che strizzano l'occhio a tradizione e innovazione.

LA TRADIZIONE
Alla fine del XIX secolo, il cece rosso, nella zona di Cassano delle Murge, era già un prodotto noto. All'epoca, infatti, quando le proteine animali scarseggiavano e occorreva trovare un loro valido sostituto nell'alimentazione quotidiana, i ceci erano stati individuati come fonte alternativa di proteine. Il legume, dunque, rappresentava un vero e proprio cardine del regime alimentare di quel periodo. Da allora questo prodotto di strada ne ha fatta tanta e, dopo aver rischiato di scomparire definitivamente, nel 2016 è stato recuperato dalle realtà agricole locali per poterne preservare e tramandare la tradizione.

LA DENOMINAZIONE
I ceci rossi sono un ecotipo autoctono coltivato e custodito da generazioni assieme ai deliziosi ceci neri. La Fondazione Slow Food contribuisce a promuoverne e salvaguardarne la produzione attraverso il suo progetto Arca del Gusto.

LE CARATTERISTICHE
A distinguere questi ceci sono le piccole dimensioni, la forma tondeggiante e l'intenso colore rosso della superficie che si presenta liscia al tatto. Si tratta di una varietà rustica che non necessita di particolari cure agronomiche e di irrigazione che ha saputo ben adattarsi all'ambiente dell'Altopiano della Murgia caratterizzato da terreni calcarei, inverni rigidi ed estati torride sviluppando, conseguentemente, un'elevata resistenza a parassiti e a lunghi periodi di siccità.

LA PRODUZIONE
I ceci rossi vengono seminati con la fine dell'inverno per poi essere raccolti nel corso della stagione estiva, a cavallo dei mesi di luglio ed agosto. Il profondo adattamento con il territorio facilita le procedure di coltivazione che non richiedono particolari cure ed accortezze né l'impiego di prodotti e fertilizzanti chimici.

LA CULTURA
A dimostrazione dell'impegno profuso nel recupero e nella salvaguardia di questo ecotipo storico dell'altopiano della Murgia, Legambiente Cassano e Slow Food Condotta delle Murge hanno organizzato, quest'anno, la prima Festa della Raccolta dei Ceci Rossi di Cassano delle Murge. La manifestazione, che si è svolta il 26 luglio 2018, ha ottenuto il patrocinio del Comune di Cassano delle Murge, del Parco Nazionale dell'Alta Murgia e di Legambiente Puglia.

IN CUCINA
I ceci sono un'importante fonte di proteine ed altre preziose sostanze nutritive, oltre ad essere deliziosi e particolarmente versatili in cucina. I ceci rossi di Cassano delle Murge non sono da meno e si prestano ad essere impiegati per la preparazione di numerose ricette gustose, da quelle più tradizionali, a cui donano una sfumatura di colore insolita, a quelle più moderne e innovative.

La ricetta: Tagliolini ai ceci rossi di Cassano delle Murge. Ingredienti: 500 grammi di tagliolini, 400 grammi di ceci rossi, olio extravergine di oliva, aglio, qualche pomodorino, peperoncino, acqua, sale. Cuocete i ceci rossi in acqua insaporendo con aglio, pomodorini e sale. Cuocete anche i tagliolini, scolateli ed aggiungeteli ai ceci cotti. Mescolate con cura e servite condendo con un filo di olio extravergine di oliva.

IL TERRITORIO
Le Murge sono una terra meravigliosa che, oltre ai trulli, annovera interessanti centri storici, tra i più rinomati e suggestivi. E’ baciata da due mari, lo Ionio e l'Adriatico. Le sue valli e le colline sono coltivate sia a vigneti, di cui si ammirano diverse estensioni con curatissimi filari, sia a oliveti, con i caratteristici e secolari alberi d’ulivo; si trovano i dolmen, come i menhir, i monumenti preistorici monolitici che si alternano ai trulli, si costeggiano i muretti a secco, si incontrano e si visitano castelli, fortificazioni e vecchie costruzioni.

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