Cerca nel sito
HOME  / gusto
parrozzo abruzzo natale dolci ricette

Abruzzo: Natale "dannunziano" con il Parrozzo

E' nato a Pescara il dolce tradizionale decantato dal Vate in un suo sonetto dialettale

parroco dolce natale abruzzo fetta cioccolato
Courtesy of ©Ra Boe/Wikipedia Creative Commons CC BY SA 2.5
Il Parrozzo
Ispirato dall'antico “pan rozzo” dei contadini, il Parrozzo è una dolce specialità abruzzese nata dalla voglia del pasticcere pescarese Luigi D'Amico di far rivivere i sapori del territorio in una ricetta in grado di soddisfare i gusti dei più golosi. L'impresa riuscì alla perfezione, tanto da conquistare anche l'illustre palato del suo amico Gabriele D'Annunzio e da diventare una delle portate tradizionali del Natale abruzzese.

LA TRADIZIONE L'antenato del Parrozzo, uno dei più rinomati e tradizionali dolci abruzzesi, era la ricetta tanto umile quanto saporita di un pane preparato con gli ingredienti del territorio che, non a caso, prendeva proprio il nome di “pan rozzo”. Si trattava di una pagnotta a base di farina di mais, mandorle di montagna e latte delle greggi profumato di timo e di menta, che veniva cotta in forno a legna ed aveva la fondamentale prerogative di conservarsi a lungo. Fu proprio l'usanza di preparare questo pane dai sapori tutti abruzzesi ad ispirare il pasticcere Luigi D'Amico che, nel suo caffè nel centro di Pescara, volle realizzare una versione dolce dell'antica ricetta contadina, pur mantenendo i sapori della tradizione abruzzese. Fu così che nel 1919 vide la luce per la prima volta il Parrozzo, una delizia dal profumo di mandorle che ebbe come primo “assaggiatore” nientemeno che Gabriele D'Annunzio, amico del pasticcere.

LA DENOMINAZIONE Anche il nome del dolce, “Parrozzo”, deriva da quello del suo antenato “pan rozzo”. Oggi questa specialità, che è diventata un apprezzato dolce della tradizione abruzzese servita in occasione delle Feste natalizia ma non solo, ha meritato il riconoscimento del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali che lo ha inserito nell'elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT).

LE CARATTERISTICHE Nel realizzare il suo Parrozzo, Luigi D'Amico volle cercare di riprodurre la forma ed i colori della pagnotta contadina a cui si era ispirato. Per realizzare l'impasto, che nella ricetta originaria era di colore giallo a causa della presenza della farina di granturco, utilizzò le uova e per rievocarne l'antico sapore, vi unì la farina di mandorle. Per riprodurre, invece, il colore scuro e la consistenza compatta della crosta abbrustolita del pane tradizionale, ricoprì il dolce con del croccante e finissimo e cioccolato fondente. Alla nuova specialità venne, infine, data la stessa forma a cupola della sua antenata.

LA PRODUZIONE Grazie all'azienda fondata dal suo creatore, il Parrozzo viene oggi preparato su scala industriale in ambiente protetto ed in diversi formati (sono infatti disponibili anche delle monoporzioni chiamate “parrozzini”). La sua lavorazione in atmosfera controllata consente, infatti, di conservarlo per circa quattro mesi. In questo modo il dolce può essere reperito anche al di fuori dei confini dell'Abruzzo.

LA CULTURA Il dono del primo Parrozzo a Gabriele D'Annunzio generò un'illustre corrispondenza tra il poeta e Luigi D'Amico che culminò nel componimento da parte del Vate di un sonetto dialettale dedicato al nuovo dolce.

IN CUCINA Il Parrozzo originale non ha certamente eguali, ma chi desiderasse immergersi in un'affascinante atmosfera letteraria dalle suggestione dannunziane, può dedicarsi alla preparazione della propria versione del dolce, diffondendo in casa il profumo irresistibile delle mandorle e del cioccolato fondente.

La ricetta: Parrozzo. Ingredienti: 100 grammi di farina, 100 grammi di fecola, 150 grammi di zucchero, 100 grammi di burro, 6 uova, 150 grammi di mandorle sgusciate e pelate, 250 grammi di cioccolato fondente. Passate le mandorle nel mixer assieme a 50 grammi di zucchero fino ad ottenere un composto farinoso. Separate gli albumi dai tuorli lavorando questi ultimi con altri 50 grammi di zucchero fin quando non risulteranno chiari e spumosi ed incorporatevi la farina di mandorle continuando a lavorare con le fruste. Fate sciogliere il burro in un pentolino e lasciatelo freddare, nel frattempo setacciate la farina con la fecola ed unitele al composto di tuorli e mandorle, poi aggiungete anche il burro fuso lavorando con cura fino a quando gli ingredienti non risulteranno ben amalgamati. Montate, infine, gli albumi a neve fermissima con i restanti 50 grammi di zucchero ed incorporateli all'impasto mescolando dal basto verso l'alto con una spatola di legno o silicone. Trasferite, quindi, l'impasto in uno stampo per zuccotto precedentemente imburrato ed infarinato, livellando la superficie con una spatola in modo da ottenere una base piana, ed infornate a 180° (meglio in forno statico) per 60-70 minuti. Una volta cotto, fate stiepidire il dolce, poi estraetelo dallo stampo e sistematelo su una griglia. Nel frattempo fate sciogliere a bagno maria il cioccolato tagliato a pezzetti molto piccoli e, quando sarà completamente fuso, versatelo sul Parrozzo ricoprendone interamente la superficie, cercando di realizzare uno strato uniforme.Quando il cioccolato si sarà del tutto solidificato, il Parrozzo sarà pronto per essere servito in tavola.

Altre ricette:
Polenta e fagioli socere e nore della Majella
Guanciale di Vitello dell'Appennino Centrale
Costatine d’agnello alla “saffrana”

IL TERRITORIO Affacciata sul mare Adriatico, Pescara è una città dalla lunga storia che, a seguito della ricostruzione al termine del secondo conflitto mondiale, si è ammantata di atmosfere tanto moderne quanto vivaci. Vale la pena concedersi una piacevole passeggiata per il Porto, cuore pulsante della città, o lungo la via principale, corso Umberto I, che conduce sino a piazza della Rinascita, nota come piazza Salotto. Da non perdere la visita della Casa Natale di Gabriele D'Annunzio, o quella del Museo delle Genti d'Abruzzo dove si potrà approfondire la conoscenza della storia e della cultura di questa terra.

DA VEDERE A PESCARA: VAI ALLA GUIDA

Leggi anche:
Sulmona: quei confetti citati nel Decamerone
Abruzzo da scoprire pedalando

CONSIGLI PER IL WEEKEND
I PIU’ BEI MONUMENTI ITALIANI DA VISITARE


Saperne di più su GUSTO
Correlati per regione
Seguici su:
Altri luoghi da visitare
Privacy | Cookie Policy | per la pubblicità | Turismo.it - Nexta Srl © 2000-2019. Tutti i diritti sono riservati. P. I. 0697989100