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Monferrato "wild" tra pepite d'oro e miniere

Un piccolo paradiso per chi ama natura selvaggia e sport all’aria aperta. E c'è anche la possibilità di cercare l’oro nel fiume

Monferrato, Piemonte, natura - ph. Gianluca Grassano per Alexala
©ph. Gianluca Grassano per Alexala
Monferrato, Piemonte, natura - ph. Gianluca Grassano per Alexala
Quando si pensa al Monferrato, di solito le  immagini che si ricordano immediatamente sono di colline dalle forme morbide e vitate. In effetti la zona, che ha anche avuto la designazione a Patrimonio Unesco, nella parte settentrionale della provincia di Alessandria, si presenta così. Ma c’è un altro Monferrato, sull’ Appennino piemontese al confine con la Liguria sorprendentemente wild,  per la suggestività dei suoi luoghi, tra borghi, castelli e paesaggi incontaminati. Un vero paradiso per chi ama natura selvaggia e attività outdoor, anche tra le più inaspettate, come la possibilità di cercare l’oro nel fiume. 
 
Dal Gorzente all’Orba, è l’oro in comune
 
Si dice che la presenza di sabbie aurifere nei fiumi del territorio fosse, già in antichità,  sancita dalla presenza delle lettere “or” nei nomi dei fiumi locali, come ad esempio il Gorzente, che nasce nel Parco delle Capanne di Marcarolo o l’ Orba, piu a valle. Le acque di questi torrenti portano a valle tracce di oro alluvionale, risalente al quaternario, durante il periodo delle glaciazioni e pochi sanno che già nel primo millennio a.C. la ricerca dell’oro era già praticata setacciando il fiume, ma i romani ne fecero una vera e propria attività organizzata tanto che furono fondati due insediamenti: la Rondinaria (vicino a Ovada) e la Rondinella, in prossimità della attuale Casal Cermelli (attività mai terminata sia in medioevo che nei secoli successivi, sino a una estrazione semi industriale nel ‘900).



Dal Museo dell'oro al setaccio
 
Ecco perché partiamo da qui, a Casal Cermelli, a fondo valle, con un percorso a ritroso rispetto alla vita del fiume, per l’esperienza unica e certo indimenticabile della “cerca” , non solo per intrepidi e solitari cercatori, ma anche per famiglie (l’esperienza diretta dei ragazzi è consigliata dai 12 anni). Qui si trova infatti, l’unica area autorizzata per la ricerca dell’oro a scopo amatoriale scientifico e didattico, da parte della Regione Piemonte, proprio per la tradizione antichissima di questa attività e gestita presso la Cascina Merlanetta, azienda agricola a conduzione biologica nonché fattoria didattica affacciata sulla sponda sinistra del torrente Orba che si trova in zona SIC (sito di importanza comunitaria) e nella  “riserva naturale speciale del torrente Orba”. Qui si trova il Museo dell’oro, una area espositiva che racchiude antichi strumenti del mestiere, reperti  anche risalenti all’età romana, manufatti, oggetti e documenti legati alla  cerca dell’oro. E di solito Daniele Cermelli parte da qui per introdurre la tematica, per poi addentrarsi nella illustrazione delle tecniche di ricerca, con prime prove pratiche dirette, sotto la sua supervisione,  sino all’esperienza vera e propria. Con tanto di setaccio in mano.
 
Le capanne di Marcarolo
 
Il fiume Gorzente, quello che porta l’oro al fiume Piota e poi all’ Orba, a  valle, nasce in un luogo incontaminato e dalla natura spettacolare: il Parco delle Capanne di Marcarolo (da 335 a 1172 metri s.l.m.), che mantiene legami indissolubili - storici, culturali ed ambientali- con l'entroterra ligure e genovese in particolare. Qui la flora alpina e mediterranea convivono  spesso con esemplari di piante rare che offrono fioriture emozionanti, cosi come in autunno l’incanto è dato dai colori dei boschi di faggio, di castagno o di rovere.  Per la fauna, ricchissima, vista la dimensione  incontaminata, non si può non menzionare il biancone, aquila migratrice  che nidifica nel Parco ed è anche il simbolo dell’area protetta.

 
 Il parco delle Capanne
 
Paradiso degli amanti della natura e degli sport all’ aperto, il Parco delle Capanne è al suo meglio dalla primavera all’autunno quando diviene il regno di ogni tipo di attività outdoor: dal trekking all’equitazione. 9 punti di arrivo del traffico motorizzato e 15 bacheche informative sono il punto di avvio dell’esperienza alle Capanne.  150 km di sentiero (stima), 23 sentieri escursionistici, soddisfano le esigenze di tutti. La famigliola con bambini può percorrere sentieri didattici, come il “Sentiero Naturalistico Lavagnina”. Mentre l’escursionista più esigente può puntare al “Sentiero dei laghi del Gorzente”: 15 km immersi nella natura dell’Appennino piemontese tra boschi e praterie, torrenti e pareti rocciose. E poi,  paradiso non solo  per il bike, ma anche per chi ama il trekking a cavallo, per i quali ci sono parecchi maneggi che organizzano escursioni.
 
 Alla scoperta di Voltaggio
 
Unire natura, trekking e la dimensione del borgo incastonato nell’area del Parco delle Capanne di Marcarolo? Voltaggio è  sosta imperdibile per gli amanti del buon vivere e del bello, oltre che  punto di partenza per un sentiero da trekking d’estate verso il Monte Tobbio. Di influenza ligure evidentissima, un suggestivo ponte romano a schiena d’asino che si staglia sullo skyline delle case colorate, Voltaggio è davvero una chicca che nasconde altre chicche inaspettate,  come il complesso conventuale dei Cappuccini di Voltaggio - secolo XVI-  che ospita una Pinacoteca con quadreria del 600 genovese straordinaria. Per una idea di trekking estivo, da Voltaggio, muniti di scarponi e attrezzatura adatta, parte ( da piazza Ferrari) un sentiero (Segnavia Cai 403) che , in otto km, porta al Monte Tobbio ( 1092 metri), tra castagni, faggeti, punti panoramici e full immersion nel wild.

 
Le miniere delle Ferriere
 
Le miniere delle Ferriere, oggi nel Parco naturale delle Capanne di Marcarolo nonché Zona Speciale di Conservazione della rete europea Natura 2000, sono considerate, a livello nazionale, tra le più importanti dal punto di vista mineralogico, geologico e naturalistico. L'area è caratterizzata dalla presenza di estesi e ben evidenti affioramenti di rocce particolarmente peculiari, quali le ultramafiti (rocce del mantello terrestre), di diverse varietà metamorfiche; di importanza addirittura mondiale sono gli affioramenti delle brecce serpentinitiche silicizzate con presenza di oro, indicati nella letteratura internazionale con il nome di "listwaeniti". Al momento, causa covid, sono temporaneamente chiuse, quindi occorre informarsi per bene.
 
Il Cammino PiemonteSud
 
Concludiamo con un'altra opzione di trekking. Lungo tutto l’Appennino piemontese, infatti, si trova una rete di sentieri dalle Langhe a Portofino. Dai bricchi al mare, una dorsale e più anelli per un cammino che congiunga territori e li valorizzi. Il Cammino è promosso e curato dall’ente Aree Protette dell’Appennino Piemontese.
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