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Montescaglioso Abbazia di San Michele Arcangelo

Montescaglioso, cosa rende speciale l'Abbazia di San Michele Arcangelo

Vicino Matera uno dei più importanti monasteri benedettini del Sud Italia

Scorcio con chiostro
©iStockphoto
Uno dei chiostri dell'abbazia
Non è un caso se Montascaglioso, uno dei tesori della Basilicata, abbia conquistato la denominazione di Gioiello d’Italia. Si trova vicino Matera, nell’area archeologica storica e naturale del Parco delle Chiese rupestri del Materano. Passeggiare nel suo centro storico consente di ammirarne ogni angolo tra vicoli e porte storiche, chiese e il Castello normanno, dell’XI secolo, eretto a controllo di Porta Maggiore, la più importante dei sei accessi alla città. Quello che però rende celebre Montescaglioso è l’Abbazia di San Michele Arcangelo, che spicca per bellezza ed imponenza. Si tratta di uno tra i più importanti monasteri benedettini del Sud Italia e il suo nucleo centrale è costituito da splendidi chiostri rinascimentali e dalla chiesa.

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In uno dei chiostri hanno trovato sede il Museo d’arte contadina e la Collezione etnografica oltre al pozzo monolitico con l’immagine di San Michele. In una delle sale che circonda il primo chiostro è custodito il magnifico Telamone risalente al III sec. a.C., un manufatto del periodo ellenistico rinvenuto presso Montescaglioso nel 1925 in una via del paese, durante alcuni scavi. Il portale rinascimentale dell’Abbazia di San Michele Arcangelo è stato realizzato dallo scultore cinquecentesco Altobello Persio, originario proprio del comune materano. Oltre ai due meravigliosi chiostri si possono ammirare la sala del Capitolo, la cucina a camera e i due ambienti dell’accoglienza che raccontano dell’ordine benedettini e ricostruiscono uno scrittoio e il laboratorio dello speziale.

Uno dei fiori all’occhiello della struttura religiosa è la Biblioteca dell’Abate che conserva interessanti affreschi di inizio Seicento. Del complesso monastico si possono visitare anche le antiche cantine e le zone dove una volta i monaci svolgevano le varie attività utili alla comunità e che oggi sono diventate spazi espositivi, come il frantoio, il granaio, il mulino, il forno e altri depositi che raccontano le attività legate alla vita di allora tra cui la produzione del vino o la lavorazione e decorazione delle ceramiche. Tra le antiche cantine una è costituita da una galleria e una grotta per la conservazione del vino completamente scavati nelle calcareniti di Monte Castiglione e utilizzata, negli Anni Sessanta, come deposito di detriti.
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