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Lombardia Bergamo Gamec collezione permanente

A Bergamo il carattere dinamico di una collezione

Alla GAMeC la collezione permanente del museo diventa una piattaforma di ricerca espositiva e laboratoriale

Dan Perjovschi
Foto: Giulio Boem Courtesy GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo
Dan Perjovschi per La Collezione Impermanente #1, Veduta dell'installazione 
Riflette sul carattere dinamico e per certi aspetti contraddittorio di una collezione, solitamente definita per mezzo dell’attributo contrario. É il progetto “La Collezione Impermanente” che attraverso una serie di appuntamenti, mette in campo un’azione programmatica che mira a costituire allo stesso tempo uno strumento di ricerca sul patrimonio custodito nella GAMeC. Dal 2018 su impostazione dal direttore Lorenzo Giusti le opere della collezione del museo non sono, infatti, esposte permanentemente, ma inserite ciclicamente in questo interessante progetto che non vuole essere solo uno spazio di riflessione sul collezionismo e sulle politiche istituzionali di acquisizione, ma anche un terreno di sperimentazione curatoriale.

Libera. Tra Warhol, Vedova e Christo, Vedute dell'installazione - GAMeC, Bergamo, 2019 Foto: Roberto Marossi Courtesy GAMeC - Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo
 
LA RACCOLTA
 
La storia della GAMeC è la storia delle sue raccolte d’arte, frutto di una sequenza di preziose donazioni, espressione della lungimiranza e della generosità dei collezionisti del territorio bergamasco. Una storia in divenire, segnata dall’impegno di un’intera comunità che, in tempi diversi, ha affidato alla Galleria lasciti e comodati, in un arco temporale che dal 1991, anno di fondazione della GAMeC, arriva fino a oggi. Un “oggi” che non è un punto fermo, esaurito, ma una soglia mobile, di volta in volta riposizionata sempre più in avanti, in continua evoluzione, saldata alla storia della città e alle sue prospettive future.
 
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LA COLLEZIONE IMPERMANENTE # 1
 
Il lancio della piattaforma, avvenuto a maggio del 2018,  è stato affidato all'artista rumeno Dan Perjovschi il quale è stato invitato a progettare una provocatoria campagna pubblicitaria per gli spazi cittadini e per i canali social della GAMeC, orientata alla riflessione sulla crisi del modello tradizionale di museo legato alle collezioni e, al contempo, sulla problematica trasformazione delle istituzioni culturali in spazi per eventi tendenti alla spettacolarizzazione. La mostra ha raccontato il costituirsi e l’evolversi della Collezione, presentando una selezione dei principali nuclei di opere della raccolta in relazione al loro periodo di ingresso in museo, facendo convivere autori moderni, maestri del Novecento e opere d’arte contemporanea.

La Collezione Impermanente #1, Vedute dell'installazione – GAMeC, Bergamo, 2018 
Foto: Giulio Boem Courtesy GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo

LIBERA. TRA WARHOL, VEDOVA E CHRISTO
 
Nel 2019 la GAMeC ha poi ospitato il secondo progetto del ciclo: Libera. Tra Warhol, Vedova e Christo. Concepito come un omaggio alla libertà creativa e all’emancipazione dai vincoli della tradizione, la mostra è nata dall’incontro tra le raccolte del museo e un nucleo di prestigiosi lavori confiscati in Lombardia e gestiti dall’Agenzia Nazionale per l’amministrazione dei beni sequestrati. Attraverso stimolanti confronti e associazioni, la mostra ha presentato al pubblico una ricca selezione di opere di alcuni tra i più celebri artisti internazionali della seconda metà del Novecento, offrendo un’occasione unica di conoscenza e approfondimento delle più importanti correnti artistiche internazionali, dall’Informale all’Astrazione geometrica, dal Nouveau Réalisme alla Pop Art, dal Minimalismo all’Arte Povera.

Libera. Tra Warhol, Vedova e Christo, Vedute dell'installazione - GAMeC, Bergamo, 2019 Foto: Roberto Marossi Courtesy GAMeC - Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo

ILLUMINARE LO SPAZIO
 
Ricordiamo che la sede espositiva della GAMeC in via San Tomaso riaprirà nel mese di ottobre. Per tutta l'estate, e fino al 1 novembre, la Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea presenta in ogni caso un'importante mostra del celebre artista francese Daniel Buren presso il Palazzo della Ragione di Bergamo, in Città Alta. Si tratta di “Daniel Buren per Bergamo” che mette in scena nel suggestivo contesto della Sala delle Capriate, i tessuti luminosi di Buren, presentati per la prima volta in un museo italiano. I teli in fibra luminosa sono l’esito ultimo della ricerca di Buren che ridefiniscono gli ambienti storicamente destinati all’amministrazione e all’esercizio della giustizia cittadina, gettando “nuova luce” sulle antiche forme del Palazzo e sugli affreschi in esso conservati, staccati dalle facciate delle case e dalle chiese dell’antico borgo urbano e qui collocati negli anni Ottanta del Novecento.

Illuminare lo spazio, lavori in situ e situati, GAMeC, Palazzo della Ragione, Bergamo, 2013-2020
© Daniel Buren by SIAE 2020, Foto: Lorenzo Palmieri
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