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Vieste, il romanticismo della Perla del Gargano

Tutta la magia della località pugliese tra leggenda, storia e gastronomia

Vieste di sera
©iStockphoto
Scorcio serale di Viste
Basta citare solo un nome per farsi avvolgere dal romanticismo più sfrenato quando si pensa a Vieste: Pizzumunno. Il simbolo della località pugliese, reso ancora più immortale dalla struggente canzone di Max Gazzè, è un monolite alto più di 20 metri a cui è legata una leggenda che vede protagonista un amore contrastato e inarrestabile. La storia inizia quando la cittadina era solo un villaggio  e un affascinante giovane di nome Pizzomunno e la bella Cristalda si innamorarono. Ogni giorno in cui il ragazzo andava in mare le crudeli sirene cercavano di irretirlo promettendogli la vita eterna, ma lui resisteva sempre in nome del suo grande amore. Una sera, quando la giovane coppia attendeva il calar della notte sulla piccola isola di fronte alla costa, le sirene rapirono Cristalda  e la portarono giù in fondo al mare. Il giorno successivo gli abitanti di Vieste trovarono Pizzomunno pietrificato dal dolore nello scoglio bianco che oggi troneggia di fronte alla spiaggia. Alla vista dell'amato bloccato in un enorme roccia immobile, Cristalda, straziata dal dolore, si mise a piangere e c’è chi dice che si trasformò in un corallo rosa. Le sirene vennero colpite cosi profondamente dall’improvvisa trasformazione del giovane e dalla disperazione di Cristalda che, resosi conto del dolore provocato, s’impietosirono di fronte alla forza del grande amore e concessero ai due giovani di potersi abbracciare, ma solo per una notte ogni cento anni.

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Ecco, dunque, che non ci può essere biglietto da visita più suggestivo per presentare Vieste, in provincia di Foggia, città che fa perte del Parco Nazionale del Gargano. Per molti anni sede vescovile, la città pugliese porta con se anche i resti dei Greci, dei Romani, dei Bizantini, dei Longobardi e degli Svevi. Diverse sono dunque le testimonianze storiche tra cui la Basilica Cattedrale Romanica che osserva dall’alto gli edifici circostanti e il Castello svevo, utilizzato ancora oggi dalla Marina Militare Italiana. Camminando mano nella mane tra le viuzze del borgo ci si imbatte nei tanti e piccoli negozi dove comprare i tipici souvenir. Ma non può mancare un giro in barca per spingersi lungo la costa fino a Mattinata dove si ammirano la Baia delle Zagare, la Baia di Pugnochiuso e la Baia dei Campi. Poi ci sono, ovviamente, le spiagge, un susseguirsi di calette e baie facilmente accessibili lambite da acqua cristallina.

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Quando poi è lo stomaco a farsi sentire, ecco alcuni indirizzi per perfette cene a lume di candela: il Ristorante Enoteca Vesta si caratterizza per la sala rustica del 1200 ricavata in una grotta naturale, dall’ambiente interno non molto grande ma per questo più intimo e dalla qualità dei piatti proposti. abbinati ai migliori vini pugliesi. Sempre nella pietra è stato ricavato anche il Ristorante Al Dragone, dove la luce soffusa crea un’atmosfera particolarmente elegante: la cucina offre piatti di elaborazione semplice o più complessa, tutti con materie prime che si amalgamano in un grande equilibrio di sapori. La Tavernetta è un locale suddiviso in tre vani con Marconi di pietra e volte a botte, dove i piatti sono preparati sempre con alimenti freschi. 
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