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Isola di San Pietro, Carloforte attrazioni, hotel e ristoranti

San Pietro, un'isola per due

L’Isola sarda offre scorci panoramici suggestivi e romantici, con viottoli in mezzo al verde che portano a veri e propri paradisi per naturisti

Isola di San Pietro, Sardegna<br>
© TONNO DI CORSA S.A.S. di Secondo Borghero & c. o
 La Caletta, Isola di San Pietro
E’ sicuramente una delle destinazioni da vedere per chi si reca in Sardegna, avvolta com’è di quel fascino incredibile che suolo un luogo di rara bellezza sa donare: l’Isola di San Pietro, una delle due isole principali dell’arcipelago del Sulcis, è lambita da un mare limpidissimo che la fa risultare ancora incontaminata. Unico centro abitato è Carloforte, la cui storia è degna del più avvincente romanzo ricca com’è di vicende che vedono coinvolti pirati e pacifici abitanti vittime di ricatti.

Il piccolo comune, che fa parte del circuito dei Borghi più Belli d’Italia, fu fondato durante il regno di Carlo Emanuele III da una colonia di pescatori liguri che durante il tempo delle Repubbliche Marinare si erano trasferiti sull’isola di Tabarka, in Tunisia, per pescare i coralli. Fu proprio il re a proporre ai pescatori liguri di popolare l’isola sarda per poter continuare a svolgere il loro lavoro: ecco quindi giungere a Carloforte, il 17 aprile del 1738, il primo contingente di coloni da Tabarka. Ma sul finire del secolo l’armonia che regnava sull’isola fu interrotta delle incursioni di centinaia di corsari tunisini, che misero a ferro e fuoco la città e presero in ostaggio ben 830 abitanti. Solo dopo cinque anni, il Re di Sardegna, Vittorio Emanuele I riuscì a riscattare i carlofortini che finalmente poterono tornare alla loro amata isola.

Visitando il centro storico si possono ammirare i vecchi palazzi settecenteschi e ottocenteschi che nacquero nel periodo in cui Carloforte si espanse oltre le mura. Essendo sorto come colonia genovese, qui tutto parla ligure: i carrugi, le piazzette, il molo, il porticciolo e le antiche chiese. Dell’abitato originario restano i varchi tra le mura, come Porta Leone e Porta Cassebba. Corso Battellieri, il lungo mare, ospita l’omonima piazza dove spicca il monumento a Carlo Emanuele III dei Savoia. A pochi chilometri dal centro, in un forte risalente al 1738 sempre dedicato al re, si trova la prima costruzione in muratura isolana che oggi raccoglie l’esposizione del Museo Civico Casa del Duca.

L’Isola di San Pietro offre scorci panoramici meravigliosamente suggestivi e romantici, con viottoli in mezzo al verde che portano a veri e propri paradisi per naturisti, fatti di vegetazione mediterranea lussureggiante tra cui spuntano antiche saline, baie incantevoli e scogliere che degradano verso le acque turchesi  e cristalline tipiche della Sardegna. È contornata da coste alte e frastagliate, che a nord ovest strapiombano sul mare e raggiungono altezze considerevoli, fino a 150 metri. Nel punto più elevato di Capo Sandalo è situato il faro più ad occidente d'Italia, costruito nel 1864.

Tra le cale da non perdere ci sono la spiaggia del Giunco, la spiaggia di Girin, la spiaggia di Punta Nera e quella di Guidi. Famose sono la spiaggia di Bobba con la sua sabbia bianca, la Caletta a forma di mezzaluna e la Lucchese, da cui si gode uno dei più suggestivi tramonti dellì'isola, con il sole che si tuffa nel mare azzurro tingendolo di rosa e di delicate sfumature che fanno innamorare. Il Geniò, spiaggia sabbiosa e argillosa, offre un panorama mozzafiato sulle Colonne, il simbolo naturale dell'isola, e la possibilità di andare in esplorazione di una piccola grotta: di fronte alla spiaggia si adagia un tranquillo isolotto che si può facilmente raggiungere a nuoto, ideale per trascorrrere qualche momento in completo relax al riparo da occhi indiscreti.

Non si può lasciare l’isola di San Pietro senza prima avere assaggiato il suo famoso tonno rosso che da secoli viene pescato nelle sue acque ed utilizzato in tantissimi modi nella cucina tabarkina. Tantissimi sono i ristoranti a Carloforte che preparano questa squisitezza, tra cui il Ristorante Al Tonno di corsa (Via Marconi 47; www.tonnodicorsa.it), che propone i piatti della tradizione tabarchina, tutti preparati con ingredienti sempre freschi.

Per dormire si può scegliere un soggiorno nelle vecchie tonnare restaurate e trasformate in residence o in strutture più convenzionali come ll’Hotel Guardia dei Mori (Località Nassetta; www.hotelguardiamori.it), situato al di sopra di una collina con vista sul porto: è la base ideale per esplorare l’incanto dell’isola, data la sua posizione isolata e tranquilla facilmente raggiungibile dal porto di Carloforte. Per una fuga romantica il Villa Baita Marina ( Strada Provinciale 126) è un B&B a poca distanza dal porticciolo e dal borgo: circondato da un giardino a terrazze sospeso tra cielo e mare ragala un anfiteatro naturale, vera oasi di tranquillità. La casa è costruita secondo la tradizione locale con luci, profumi e colori che donano suggestioni uniche. 
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