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Nardò, il Salento che fa battere il cuore

La quantità e la bellezza dei monumenti fanno della città in provincia di Lecce una delle realtà salentine più belle, da scoprire anche in coppia

Scorcio di Santa Maria al Bagno
©Nardò Web foto di Carmelo Ranieri
Santa Maria al Bagno, Nardò
In provincia di Lecce, Nardò è una città che si offre agli occhi del visitatore con il suo tripudio d’arte barocca, i suoi romantici e suggestivi scorci e le sue spiagge ideali per un sano relax. E’ una delle più belle città del Salento ed anche le coppie di innamorati non mancheranno di esserne attratti. Già alle porte dell’abitato si può ammirare il celebre tempietto dell’Osanna, gioiello in pietra leccese del Cinquecento, per proseguire poi, attraverso porta San Paolo, con Piazza Tre Palme da cui si raggiunge la Chiesa di Sant’Antonio da Padova, tanto semplice all’esterno quanto meravigliosa nel suo interno, con il soffitto a cassettoni in noce, gli altari barocchi, la statua lignea del santo e il Cenotafio della sagrestia.

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Il Teatro Comunale, su corso Vittorio Emanuele, è considerato uno dei più belli della regione. In Piazza Antonio Salandra i monumenti artistici si alternano a deliziosi balconi e al centro si erge la Guglia dell’Immacolata, con quattro statue in pietra leccese e intorno sfilano il Vecchio Palazzo Municipale, la Torre dell’orologio, la Fontana del Toro, la Chiesa di San Trifone e il Sedile, l’edificio più antico della piazza. La Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta è nota per il Crocifisso realizzato con legno di cedro nero, da cui il nome di Cristo Nero. Altre bellissime chiese sono quella di San Domenico, la Chiesa dell’Immacolata, Santa Chiara, la Chiesa di San Trifone e Santa Teresa. Da non perdere il Castello Acquaviva, che ospitò la famiglia di feudatari che regnò nel XV secolo, e le varie Torri Costiere erette in difesa della città dagli attacchi del mare.

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E dopo l’arte, la storia e la cultura di Nardò vale la pena godere dei bei panorami dalle marine: Santa Maria al Bagno si caratterizza per le Quattro Colonne, ovvero i resti dei quattro bastioni angolari costruiti contro le incursioni saracene; a Santa Caterina l’occhio viene rapito dal paesaggio a gradoni che discende verso il mare, abbracciato da un’alta scogliera e dalla tipica macchia mediterranea; la spiaggia di Sant’Isidoro va a chiudere il litorale neretino dopo l’esclusivo spettacolo del Parco Naturale regionale di Porto Selvaggio e Palude del Capitano, con 516 ettari di pineta lussureggiante, antiche torri, grotte e un suggestivo versante roccioso. Quando è lo stomaco a farsi sentire, vale la pena una sosta all’Art Nouveau, un ristorante ospitato in una magnifica dimora di fine Ottocento che offre splendidi tramonti su Santa Maria al Bagno e si propone con piatti principalmente a base di pesce serviti in modo raffinato. 
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