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Modigliana itinerario romantico

Modigliana, la Romagna dei romantici

Un borgo da scoprire con una passeggiata romantica nella Valle del Tramazzo

Modigliana veduta
©iStockphoto
Panorama di Modigliana
Ci sono dei luoghi inaspettati tutti da scoprire nella provincia di Forlì Cesena, e tra questi Modigliana incanta anche le coppie più romantiche. Si tratta di un borgo della Valle del Tramazzo che spicca grazie alla sua storia e ai resti della Rocca dei Conti Guidi, risalente al XII secolo. E’ una suggestiva roccaforte di difesa di cui oggi rimangono le strutture più elevate come i torrioni costruiti con l’antica tecnica della muratura a sacco e in parte delle murature create con sassi di fiume. Si inizia la scoperta del centro storico attraversando la porta principale del Torrione della Tribuna, un edificio risalente al Cinquecento composto da due piccoli campanili e da un’edicola con la statua della Madonna con Bambino.

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Ci si trova in un mondo sospeso tra ruscelli e antichi caseggiati, dove si respira un’atmosfera piacevole e tranquilla. E dove ad attirare l’attenzione del visitatore sono il Duomo, antica Pieve di Santo Stefano di cui oggi rimane solo la cripta, che fu consacrato da Papa Giulio II nel 1506 e rimaneggiato nel 1756 e nel 1764 quando venne costruito il campanile, e Palazzo Pretorio, in pietra a vista di tipo toscano trecentesco, sede del Podestà fin dal 1377 ora sede della Pinacoteca Silvestro Lega. A ridosso dell’abside della Pieve si trova il Santuario della Madonna del Cantone, eretto nel XV secolo, fatto costruire per devozione alla Madonna delle Grazie per far proteggere Modigliana dalla carestia, dalla guerra, dalla peste e dal terremoto: tutti fatti rappresentati nelle copie delle lunette dipinte a metà dell’Ottocento da Silvestro Lega e esposte all’interno del santuario.

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L’Oratorio di Gesù Morto custodisce il Sacrario dei caduti in guerra e una composizione lignea dipinta nel XV secolo. Su Piazza Pretorio fanno bella mostra di se anche l’ex Chiesa dei Santi Sebastiano e Rocco, che oggi è adibita a centro culturale, e Palazzo Borghi, luogo dove avvenne, secondo la leggenda, lo scambio di una neonata, figlia del re Filippo d’Orlenas, con un figlio maschio del carceriere per assicurare una linea di successione. Vale la pena uscire un attimo dal tracciato per andare ad ammirare uno scorcio particolarmente romantico, ovvero quello del settecentesco Ponte San Donato, con la sua struttura a schiena d’asino con tre archi che conferisce all’opera una particolare bellezza. 
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