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Marche, storia e romanticismo nel borgo di Pergola

Ricco di testimonianze di epoche il borgo offre una cornice perfetta per una fuga di coppia

pergola borgo marche
Courtesy of ©Freddy1971/Wikimedia Commons CC BY SA 4.0
Pergola
Adagiata su un'ampia terrazza posta alla confluenza del fiume Cesano con il Cinisco, Pergola è una cittadina marchigiana dalle origini antiche situata a poco meno di 50 chilometri da Fano. La sua storia antica, il contesto paesaggistico in cui sorge, il suo patrimonio artistico e le sue tradizioni gastronomiche, fanno di questa località un piccolo tesoro tutto da scoprire, reso ancor più prezioso dai suoi scorci incantevoli che ben si prestano a fare da cornice a piacevoli passeggiate romantiche. Chi desidera concedersi una fuga di coppia primaverile all'insegna della cultura e degli scenari da sogno di uno dei Borghi Più Belli d'Italia, in Pergola troverà una meta di quelle che non si dimentcano.

Sul suo territorio è ancora possibile rinvenire le tracce del lungo susseguirsi di popoli e civiltà che, nel corso dei millenni, trovarono nella sua comoda collocazione geografica e nel suo clima mite una dimora confortevole. Le tracce dei nostri antenati nella zona di Pergola, difatti, si perdono nel tempo fino all'epoca neolitica. Ma una della testimonianze, probabilmente, più significative della lunga storia della cittadina risale ad epoca romana, sebbene con una datazione ancor non ben definita. Si tratta dei Bronzi Dorati rinvenuti a Cartoceto di Pergola nel 1946, unico gruppo scultoreo in bronzo dorato di provenienza archeologica di epoca romana. Le quattro statue vennero riportate alla luce casualmente, scomposte in centinaia di frammenti, alcuni intenzionalmente deformati, per un totale di 9 quintali di bronzo. La ricostruzione si rivelò un'opera titanica che richiese più 10 anni di lavoro al primo restauratore Bruno Bearzi di Firenze, che lavorò sul gruppo scultoreo fino al 1959, ed altrettanti alla Sovrintendenza alle antichità di Firenze che, tra il 1972 ed 1988, completò la ricostruzione mediante l'assemblaggio di ulteriori frammenti inutilizzati durante il primo restaturo.

L'estrema difficoltà del lavoro di ricostruzione risiedeva nelle condizioni in cui versavano le statue, intenzionalmente distrutte prima dell'occultamento. I motivi di tale trattamento, damnatio memoriae piuttosto che furto o bottino di guerra, sono ancora al vaglio degli studiosi. L'impresa è resa ancor più complessa dalla difficoltà di attribuire un'identità alle quattro figure, due cavalieri e due dame a cavallo, e, dunque, di stabilirne la loro funzione e la loro collocazione temporale. Oggetto di una lunga diatriba, non ancora giunta al termine, sul luogo in cui esporre questa importante testimonianza archeologica, i Bronzi Dorati sono tuttora custoditi presso il Museo dei Bronzi Dorati e della Città di Pergola, sede dell'ex convento di San Giacomo. All'interno del museo si possono, inoltre, ammirare una pinacoteca con quadri e opere lignee, una sezione numismatica, una sezione romana ed una sezione di arte contemporanea con opere grafiche del maestro e concittadino Walter Valentini.

Ma Pergola è nota anche come “città delle cento chiese”, tanti sono gli edifici religiosi di elevato pregio storico, architettonico ed artistico disseminati per le romantiche vie del borgo. Tra le più antiche si annoverano proprio la duecentesca chiesa di San Giacomo e la chiesa di San Francesco, adornata da un bel portale ad arco acuto di epoca trecentesca. IlDuomo, invece, già chiesa degli agostiniani, sfoggia un sontuoso interno in stile barocco, così come la chiesa di S.Maria Assunta, quella dei Re Magi, quella di Sant'Andrea, e la settecentesca chiesa delle Tinte, sormontata dalla sua elegante cupola ottagonale. Non meno affascinanti i numerosi palazzi che punteggiano il centro storico, tra i quali fanno bella mostra di sé il Palazzo Comunale, l'antico Palazzo Ducale, oggi sede della Banca delle Marche, quello dei Malatesta, poi Ginevri-Latoni, oggi sede della Banca di Credito Cooperativo, e il settecentesco Teatro Angelo Dal Foco, recentemente ripristinato dopo un lungo periodo di abbandono. Tra i palazzi privati, infine, meritano particolare menzione quelli dei conti Mattei-Baldini, dei Badalucchi, dei Guazzugli-Gabrielli, dei Caverni, dei Giannini (oggi Buschi), dei Ruffini e dei Cini (oggi Giannini).

E dopo un lungo viaggio, mano nella mano, nella lunga storia del borgo, vale la pena soffermarsi ad assaporarne anche le più deliziose tradizioni gastronomiche, fatte di pregiati e profumati tartufi bianchi e di vini inebrianti, tra cui la Vernaccia Rossa o Vernaculum di Pergola, il vino DOC Sangiovese dei Colli Pesaresi, il Moscatello, il Vinsanto e, naturalmente, il Visner noto anche come visciolata o vino di visciole, una delle specialità più rappresentative del territorio.

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