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Venezia Torre dell'Orologio San Marco mori

Venezia, la splendida Torre dell'Orologio

In piazza San Marco la torre con i 'mori' che segnano lo scorrere del tempo

Torre dell'Orologio
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Torre dell'Orologio - Venezia
Piazza San Marco a Venezia è un museo a cielo aperto. La basilica omonima cattura (giustamente) la maggior parte delle attenzioni dei visitatori, e non si può non rimanere col naso all’insù ad ammirare l'imponente campanile. Così come non ci può esimere dall’osservare le splendide facciate dei palazzi che incorniciano la piazza e, appena al di fuori del perimetro, lo straordinario Palazzo Ducale. Non tutti fanno caso invece alla presenza di due ‘personaggi’ molto celebri tra la popolazione della Serenissima, da diversi secoli: si tratta dei due ‘mori’ che rintoccano a colpi di mazza la campana della Torre dell’Orologio, uno de gli edifici più pittoreschi della città.

Non è certo un ‘segreto’, ma non tutti i la conoscono o vi prestano particolare attenzione: la Torre dell’Orologio è invece una delle più originali espressioni dell’architettura del primo Rinascimento veneziano. Risale al XV secolo (ma nei secoli ha subito diversi interventi) e sovrasta l’accesso ad una via anticamente molto importante per il commercio, l’antica Merceria. Dal punto di vista estetico ‘rompe’ con l’omogeneità degli altri edifici della piazza, e cattura gli sguardi con il suo splendido orologio astronomico, capolavoro ingegneristico. Il quadrante, in smalto blu e oro, segna l’ora, il giorno, le fasi lunari e lo zodiaco, e, allo scoccare dell’ora esatta, si apre un pannello laterale da cui fuorescono delle statue rappresentanti personaggi della Natività. Il meccanismo le fa circolare su un binario, quindi rientrare nella torre.
 
Caratterizza la Torre dell’Orologio anche una statua con il Leone di San Marco, simbolo dell'antica Repubblica, che un tempo era affiancato dalla rappresentazione marmorea di un Doge, distrutta durante l’occupazione francese. Salendo fino in cima all’edificio, si trovano quindi gli emblematici ‘mori’: soprannominati così per il colore scuro del bronzo da cui sono stati plasmati. Si tratta di due pastori che suonano la grande campana, uno ‘vecchio’ (con la barba) e uno ‘giovane’. I due battono l’ora con una modalità che indica il tempo passato e il tempo che verrà: uno colpisce la campana due minuti prima dell’ora esatta, l’altro due minuti dopo. 
 
La splendida torre è visitabile solo su prenotazione, con un accompagnatore, ma non è consigliabile a chi soffre di claustrofobia, vertigini o problemi deambulatori, visto che i suoi spazi interni sono ridotti e le scale, da percorre su più livelli, sono ripide.  
 
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