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Un gorilla a spasso per Salerno e dintorni

Le bellezze della città campana fanno da cornice al nuovo film di Luca Miniero.

Warner Bros
Le vacanze 'sotto casa' possono essere un motivo di litigio, persino di separazione? A volte. Soprattutto quando "sotto casa" si ha la meravigliosa Costiera Amalfitana, e a due passi l'Area Marina Protetta di Castellabate e Marina di Camerota! Un paradosso che situa molto chiaramente l'azione che si svolge in Attenti al gorilla di Luca Miniero (Benvenuti al Sud, Non c'è più religione), appena arrivato nei nostri cinema. Lo stesso regista napoletano lo definisce un film che mostra come ritrovare la voglia di amare, e anche se il titolo non può non ricordare l'omonima canzone di Fabrizio De Andrè è il poster a definire molto chiaramente la cornice della vicenda ("Quando la famiglia è una giungla"). Eppure nonostante questo, e il primate protagonista, le location sono molto meno esotiche di quelle africane… sebbene decisamente affascinanti e richieste



Il film racconta la storia di Lorenzo (Frank Matano), avvocato fallito che per recuperare la stima della sua famiglia e l’amore di sua moglie (Cristiana Capotondi) decide di fare causa allo zoo della città. Vincendola, e trovandosi costretto a portarsi il primate in casa. Ma se trovarsi improvvisamente a condividere la vita con il più intelligente degli animali comporta qualche disagio e delle indubbie difficoltà, nemmeno vivere con Lorenzo è cosa facile… provare per credere. Come si accorgono anche Lillo Petrolo, Francesco Scianna, Diana Del Bufalo: gli altri protagonisti di questa riflessione irriverente ed esilarante sulla famiglia più pazza del mondo, vista dagli occhi di un tipo tosto, saggio e divertente come il nostro gorilla (cui dà voce Claudio Bisio).

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Tutti insieme, i suddetti hanno costituito una vera e propria famiglia allargata per le otto settimane di riprese iniziate lo scorso 30 luglio, che se in parte si sono svolte a Roma - tra il Circo Rony Roller e l'Ospedale Forlanini (scelto per le scene del pronto soccorso e del tribunale) - hanno fatto di Salerno e del riconoscibilissimo Palazzo Genovese (dove nel film abita il protagonista) una sorta di quartier generale della produzione. "Salerno è uno di quei luoghi che per fortuna non hanno ancora assunto l’atteggiamento antipatico che si incontra in alcuni casi nei confronti del cinema: una città a misura d’uomo nella quale però non ti manca niente. - sono state le parole del regista registrate da LiraTv e telediocesi.it. - Siamo contenti di aver scelto Salerno, città diversa da Napoli, ma con una sua specificità ed un centro storico particolarmente bello. Film Commission e il Comune ci hanno aperto letteralmente tutte le porte, mettendoci a disposizione un suggestivo palazzo del centro antico nel quale abbiamo ricostruito la casa del protagonista. Anche la gente ci ha offerto un grande sostegno: da napoletano, conosco bene l’apertura e la cordialità del Sud".



Nessun rimpianto, dunque, nell'aver preferito la Città d'Ippocrate e di San Matteo a quella che gli ha dato i natali (della quale si è comunque sfruttato lo zoo di Viale John Fitzgerald Kennedy). Nemmeno per il pubblico, che sin dalle prime immagini del trailer ha potuto ammirare le meravigliose vedute di Vietri sul Mare (dove, in località Case Sparse, è la villetta dove vivono Alfonso ed Emma) e il Lungomare Trieste di Via Madonna degli Angeli. Ma - come conferma Maurizio Gemma, direttore generale della Film Commission Regione Campania - "la troupe e il cast hanno molto apprezzato il clima e la vivacità del luogo, in particolare l’accoglienza dei cittadini del centro storico salernitano"… Da via Botteghelle, ai Barbuti e le Fornelle, Largo Campo o il Giardino della Minerva lungo via Tasso (dove troverete gli esterni dello studio di Lorenzo). E poi il Convitto Nazionale 'Torquato Tasso' in Largo Conforti Abate, dove vanno a scuola i  ragazzini, la terrazza condominiale di Palazzo Sant'Agostino, sede dell'amministrazione della Provincia, il Molo Manfredi della Stazione Marittima, fino ad alcuni scorci dei comuni limitrofi, anche verso la storica Università, e delle campagne circostanti, trasformate nel Parco Nazionale del Congo per il gran finale.
 
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