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Museo Poldi Pezzoli, Donne, iniziativa

Tutte le donne del Museo Poldi Pezzoli

Iniziativa speciale per l'8 marzo nella Casa Museo della città meneghina: un itinerario alla scoperta delle figure femminili storiche, letterarie e mitologiche

Pollaiolo
© Museo Poldi Pezzoli, Milano
Piero Del Pollaiolo - Ritratto di Donna
In occasione della festa della donna, domenica 8 marzo - dalle 10 alle 18.00, il pubblico femminile che si recherà al Museo Poldi Pezzoli entrerà pagando il biglietto d’ingresso a prezzo ridotto e riceveranno una "Women Map", una mappa con itinerario che le portera? alla scoperta delle figure femminili diversamente rappresentate all’interno delle collezioni del Poldi Pezzoli.

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La “casa museo” Poldi Pezzoli venne aperta nell'ultimo ventennio dell'Ottocento subito dopo la morte del suo fondatore, Gian Giacomo Poldi Pezzoli uno dei più celebri collezionisti del XVIII secolo. Fra i primi esempi di istorismo, ogni ambiente della casa museo s’ispira ad uno specifico stile del passato ospitando un’illuminata scelta di manufatti artistici antichi, dai dipinti che coprono un arco di tempo che va dal Trecento all’Ottocento, a sculture, armi, vetri, porcellane, tappeti e arazzi e mobili.

Fra le figure femminili esposte nelle sale della casa museo, intese come proiezioni dell’immaginario maschile, quindi non la rappresentazione di una determinata donna, ma di un determinato tipo di donna ricordiamo innanzitutto il “Ritratto di Dama” di Piero del Pollaiolo, diventato il simbolo del Poldi Pezzoli e conservato nel Salone Dorato del Museo assieme a Duilio e Bilia di Bartolomeo Montagna, opera che secondo la tradizione, racconta un litigio fra il console romano Gaio Duilio e la moglie. Accusato di avere l’alito cattivo, il console tornato a casa rimproverò la moglie di non averglielo mai detto.

E poi ancora nella Sala del Palma ritroviamo “ La cortigiana”, la donna di facili costumi, rappresentata da Iacopo Palma il Vecchio e "L'Allegoria della Vanità" di Giulio Campi. Nella Sala Nera è inoltre possibile ammirare la vedova che accolse le ceneri del marito, le mescolò con acqua e le inghiottì per diventare la sua tomba vivente nell'opera “ Artemisia” del Maestro di Griselda. Si prosegue poi con la Rebecca di Giuseppe Molteni il cui soggetto è tratto da uno dei romanzi storici più letti dell’Ottocento, "l’Ivanhoe" di Walter Scott. Rebecca è una delle protagoniste della storia, che si svolge nel XII secolo. La giovane ebrea, che salvò Ivanhoe e rinunciò al suo amore, diventò una delle eroine più popolari della letteratura del Romanticismo.

Nella Sala del Perugino si può apprezzare "Le nozze di Bacchus and Arianna" di Cima da Conegliano. Arianna, abbandonata dal suo amante Teseo sull’isola di Nasso, fu salvata da Bacco (Dioniso) che la sposò e la portò sull’Olimpo. Di particolare interesse risulta la Maga Circe del Grechetto conservata nella Sala Trivulzio. Il soggetto è chiaramente tratto dall’Odissea di Omero: quando Ulisse arrivò all’isola di Enea, Circe invitò a un banchetto I compagni dell’eroe e li trasformò in animali.

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