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Turano e Rieti, al di là del Lago

La provincia laziale, di nuovo protagonista in tv, svela i suoi angoli meno noti

Mediaset
Sei episodi tra il 2010 e il 2011 per portare sul piccolo schermo quella dimensione "disneyana" che Stefano Reali - regista e autore delle musiche di Al di là del lago - descriveva parlando del film tv originario del 2009. Una duplice esperienza, poi prolungata nella serie televiva italiana trasmessa da Canale e prodotta da Fidia Film per Rti volta a trasportare 'grandi e piccoli' in un contesto naturalistico inatteso.

La storia di Luca Ferri, così, continua. Il veterinario protagonista, interpretato da Kaspar Capparoni, che al suo ritorno dall'America per la morte del suo miglior amico ritrova il vero amore e se stesso, continua ovviamente a essere al centro di amori e legami, ma puntata dopo puntata anche intrighi e passioni si uniscono alla lista dei temi presentati. Fermo restando lo sfondo scelto per rappresentarli, quello del Lago del Turano in provincia di Rieti.

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"E' una serie - aveva dichiarato lo stesso regista Raffaele Mertes in una intervista - immersa nella natura dove ci si imbatte di continuo in animali di ogni specie. La sfida è stata proprio raccontare i personaggi anche attraverso il loro rapporto con gli amici a quattro zampe" (nello specifico: conigli, capretti, orsi, lupi e un lama); impossibile sottovalutare la location, quindi, in una produzione del genere, e un piacere inoltrarsi nell'alto Lazio per esplorare quelle provincie dove si sono svolte la maggior parte delle riprese e dove sono state ambientate le vicende raccontate da film e miniserie tv.

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Una sorta di elegia naturalistica, nella quale il 'Borgo' assume un valore inestimabile (anche per il suo esser centro di rapporti umani), a prescindere dalla sua esatta identificazione. In questo senso anche le riprese si sono spostate molto tra Ponzano Romano, Campagnano, Sacrofano e Sant'Oreste - nella Provincia di Roma - e Bassano Romano, in quella di Viterbo. Tutti piccoli comuni che han prestato i propri scorci e la propria storia alla costruzione del Poggio Sant’Angelo teatro dell'azione televisiva.

Tutti paesi di poche migliaia di persone, nei quali - come sottolineava Reali all'epoca - si va perché si vuole andare proprio lì… Sia per gli esempi di architettura militare e religiosa, sia per le piazze storiche e i siti archeologici, sia per lo splendido Parco di Veio che comprende alcuni di essi, sia per gli interessanti palazzi del viterbese. Ma, soprattutto, per godere dell'atmosfera senza tempo del Lago vero protagonista della fiction: il Lago del Turano.

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Situato, questo, nella provincia di Rieti è sicuramente lo sfondo più riconoscibile tra i vari descritti, anche per la centralità nella storia di Barbara, Valerio e Luca, i protagonisti della fiction che dal bacino artificiale creato ai margini della conca Reatina prende il nome. Come anche i tanti ristoranti della zona, dove è sicuramente facile trovare ristoro e molte delle prelibatezze tipiche della zona, come la classica Zuppa di minutaglia - realizzata con i tanti pesci di piccola taglia che popolano lo specchio d'acqua - o i grandi classici della cucina laziale, dall'abacchio alla scottadito della Locanda Belvedere (rinomata per le sue carni, i ravioli col tartufo e le sagne strappate o fregnacce) ai ravioli di ricotta di pecora del Ristorante La riva del lago (pronto a offrirvi anche ottimi arrosti misti, salsicce e verdure alla brace).

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