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Trento Mart collezione Umberto Moggioli

Trento, scoprendo il pittore del paesaggio

Al Mart sono custodite alcune delle maggiori opere di Umberto Moggioli, pittore trentino dall’estetica originale

Quadro di Umberto Moggioli<br>
© MartTrento
Umberto Moggioli: "Primavera"
Tutto nella vita di Umberto Moggioli è sembrato scorrere veloce: iniziò presto a dipingere, ebbe presto successo ma mori anche troppo presto, a soli 32 anni. Si avvicinò alla pittura dipingendo all’aria aperta i paesaggi di Trento e delle zone collinari circostanti, incuriosito dalla natura, fattore che ne caratterizza l’intera produzione. Trasferito a Venezia trova gli stimoli e le suggestioni fondamentali per la sua maturazione artistica, con le atmosfere cittadine e i panorami  lagunari che scaturiscono in lui forti impressioni.

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Racconta la Laguna al di fuori dell’iconografia da cartolina, con grande originalità e sempre oltre alla tradizione classica veneziana. Le isole lagunari ed in particolare Burano, dove aveva scelto di vivere, possono essere considerati i luoghi della sua libertà emotiva e pittorica. Le diverse vedute realizzate nei primi anni veneziani, ispirate ai colori dell’ambiente del Lido, appaiono ancora influenzati dalla sensibilità ottocentesca, mentre si deve al suo primo soggiorno romano un linguaggio pittorico più predisposto ai colori chiari e caldi e un interesse al motivo simbolico.

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Quello che stupisce del suo stile è il convergere nelle sue opere di più influssi estetici in un mix tra estetica crepuscolare, simbolismo e divisionismo che determinano, come sintesi finale, un linguaggio autonomo di grande lirismo. Nel corso degli anni la luce entra con potenza nella sua estetica ed esplode nella sua positiva forza energetica nel dipinto intitolato "Primavera" un elegiaco quadretto familiare di grande immediatezza fotografica.

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Il suo tocco è ben apprezzabile anche nella meno nota ritrattistica, documentata da un nucleo di quattro opere della collezione ospitata al Mart, Museo d’arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, nella sede trentina: sono tutte del 1911, tra le quali spicca per espressività cromatica l’autoritratto dell’artista. La maggior parte delle opere di Umberto Moggioli sono conservate dal Mart, grazie all’importante donazione concessa dagli eredi Moggioli, e a lasciti e depositi successivi, come ad esempio quello della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto. Ha sempre vissuto lontano dal mondo Moggioli, in un rapporto diretto con la natura, tanto che la sua regola di vita si può sintetizzare con “vivere e dipingere”: anche quando viene arruolato nell’esercito allo scoppio della Grande Guerra non smette mai di dipingere tanto che, al fronte, disegna anche le postazioni nemiche.

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Nei suoi 15 anni di pittura ci ha lasciato capolavori di straordinaria bellezza come il dipinto della moglie Anna, con il volto assorto e melanconico, pazientemente offerto al marito pittore: il risultato è un ritratto di compostezza formale formidabile. Moggioli muore colpito dalla febbre spagnola il 26 gennaio 1919 a Roma. Nel maggio-giugno dello stesso anno viene ricordato con quattro opere alla Esposizione Cispadana di Belle Arti a Venezia e a Ca' Pesaro con una personale di dodici opere, e una vasta retrospettiva gli viene dedicata alla Biennale di Venezia del 1920.

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