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Calabria Pizzo Castello Murat

Calabria: cosa nasconde il Castello di Gioacchino Murat

Celebre per le vicende del Re di Napoli che qui venne fucilato, il maniero di Pizzo custodisce cimeli ed opere d’arte

Pizzo Calabro, Castello<br>
©Turismo in Calabria
Castello Murat, Pizzo Calabro
Sono numerosi i castelli disseminati in Italia da Nord a Sud: alcuni particolarmente celebri, altri conosciuti più che altro a livello locale ma non per questo meno affascinanti, altri che custodiscono, tra le loro possenti mura, segreti e leggende. Altri ancora, invece, sono stati luogo dove venne scritta la storia. E’ il caso del Castello di Pizzo Calabro, dove Gioacchino Murat, valoroso condottiero che guerreggiò a fianco di Napoleone e ne sposò la sorella Carolina, trovò la morte. Di umili origini, Murat nacque nel 1767 in Francia e riuscì a farsi valere per le sue doti eroiche. Gran condottiero, venne nominato da Napoleone prima maresciallo, poi principe e, nel 1808, Re di Napoli. Il suo fu un regno breve ma intenso, segnato da una serie di riforme amministrative e sociali.

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In seguito alla caduta di Napoleone Murat cerò di salvare il regno e, dalla Corsica dove era rifugiato, tentò un’ultima azione sbarcando a Pizzo. Il tentativo falli e con il suo piccolo drappello di uomini fu rinchiuso nel castello dove, dopo un processo sommario, venne fucilato. Il suo corpo fu trasportato nella chiesa Matrice di San Giorgio Martire e sepolto in una fossa comune, ricordato da una pietra tombale. Ecco perché il Castello di Pizzo è meglio conosciuto come Castello Murat. Eretto nella seconda metà del Quattrocento da Ferdinando I d’Aragona, segue i canoni dell’architettura militare rinascimentale e si presenta con due torrioni cilindrici angolari e un massiccio corpo quadrangolare con casematte e pianterreni che scende perpendicolare sulla rupe a ridosso del mare, mentre l’altra parte è circondata da un fossato con ponte levatoio. La fortezza era munita di camminamenti che portavano fuori città, costruita per difendere la costa dagli attacchi che provenivano dal mare.

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Al suo interno una ricostruzione storica riproduce gli ultimi giorni di vita di Murat, rappresentando i diversi momenti della sua detenzione nelle varie aree del Castello. All’interno delle celle dei sotterranei è stata ricostruita la prigionia, al primo piano è rappresentata la scena del processo, al secondo piano la cella in cui il Re trascorse gli ultimi istanti di vita e scrisse la lettera di addio alla moglie ai suoi quattro figli. Tra i pezzi di maggior pregio custoditi nella collezione spiccano un busto ottocentesco di Murat realizzato dallo scultore Jean J. Catex, un elmo in marmo di una statua equestre di Ferdinando IV del Canova, una collezione di monete antiche e armi risalenti all’Ottocento.

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