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Zavattarello cosa vedere

Zavattarello tra tradizione e prodotti tipici

E' considerato uno dei borghi più affascinanti della Lombardia, scopriamo il perchè

Panorama
©Comune di Zavattarello
Veduta panoramica
Quella parte del territorio della città di Pavia estesa oltre la riva destra del Po è denominata Oltrepò pavese, e copre circa 1100 chilometri tra pianura, collina e montagna offrendo una molteplice varietà di paesaggi che spesso regalano scorci da cartolina. Ecco dunque che la zona risulta ideale per gli amanti di mountain bike e per gli escursionisti, con i suoli campi coltivati, la fascia collinare tappezzata da preziosi ulivi, i boschi ombreggiati, ma è perfetta anche per chi vuole andare alla scoperta di incantevoli borghi ricchi di arte e storia. Tra questi spicca Zavattarello che, grazie anche alla presenza del famoso castello, offre paesaggi unici in contesti particolarmente suggestivi. Viene considerato uno dei borghi più belli della Lombardia, scopriamo, quindi, cosa lo rende cosi speciale.

Veduta di Zavattarello con il castello

Il Castello 
Innanzi tutto c’è il castello del celebre capitano di ventura Jacopo Dal Verme, in posizione dominante, che sovrasta il paese, abbarbicato com’è sulla collina. Particolari sono i colori caldi e chiari della pietra arenaria che, grazie all’esposizione a levante, vengono esaltati cosi che le tinte dei muri si confondono con le sfumature del bosco circostante. Edificato nel X secolo, il Castello Dal Verme si presenta come una possente struttura a base quadrangolare che domina la valle e il sottostante borgo medievale di Zavattarello. In alcuni punti le mura arrivano ad avere uno spessore di quasi quattro metri ed un’altra sua caratteristica è dovuta al fatto che tutti gli ambienti sono collegati da un complesso di sistema di scale interne. La struttura comprende il ricetto fortificato, le scuderie, la chiesa e 40 stanze. Spettacolare è la veduta delle campagne, delle colline e dei boschi che si ha dalla terrazza e dalla sommità della torre: i dintorni fanno parte di un Parco Naturale di circa 80 ettari dove non mancano diversi spunti di interesse naturalistico. L’interno della struttura è visitabile ed è adibita a location per appuntamenti culturali e manifestazioni, con l’ultimo piano occupato invece dall’esposizione della collezione di Museo di Arte contemporanea Giuseppe e Titina Dal Verme. La collezione di arte contemporanea è in continua crescita ed evoluzione: espone opere dell'arte italiana dalla seconda metà del XX secolo a oggi, oltre a quadri più antichi dipinti dal Conte Giuseppe dal Verme, proprietario del Castello all'inizio del Novecento.
Scopriamo qualcosa di più sul Castello di Zavattarello

Castello di Zavattarello, Salone delle Feste

Le altre attrazioni
Interessante è anche il Museo Magazzino dei Ricordi di Bruni Virgilio (più informazioni qui) che consente allo spettatore la visione di oltre un secolo di tradizioni con la ricostruzione di ambienti emblematici come la cucina del contadino, la stanza del sarto, il negozio del barbiere, la scuola, a cui si aggiungono i laboratori artigiani del passato: ecco dunque quello del calzolaio, del fabbro o del maniscalco L’obbiettivo dell’Associazione Culturale che gestisce il museo è quello di tramandare lo studio e la salvaguardia della cultura contadina e artigianale dell’Oltrepò per farla conoscere alle generazioni future. Zavattarello è un paese ricco di edifici in pietra, quelle antiche case medievali che ancora oggi conservano la struttura urbanistica originaria. La struttura urbanistica del borgo, che in parte è ancora circondato da mura, è formata da una via stretta e da numerosi passaggi a raggiera che salgono verso la rocca. Scendendo dalla piazza centrale si arriva al trecentesco Oratorio di San Rocco (nella foto sotto), che si presenta con un pregiato altare di legno pregiato risalente al Quattrocento. Dall’altro lato del paese si trova la romanica Pieve di San Paolo, sostituita nel Settecento con una struttura barocca. Al suo interno si ammirano un notevole altare ligneo, pale antiche e reliquie di santi; sul retro invece si trova un’opera altrettanto pregevole per l’armonia delle proporzioni, il cimitero ottagonale, che accoglie la cappella della famiglia Dal Verme.

Esterno dell'Oratorio di San Rocco

Una passeggiata romantica: scoprire Zavattarello in due

La curiosità sul nome e i prodotti tipici
Su un nome cosi particolare ci sono diverse teorie, ma la più accreditata lo vuole fare derivare dal volgare savattarellum, con cui si indicava il luogo dove venivano convenzionate le ciabatte, chiamate savatte. Il riferimento è quello allo storico mestiere dei ciabattini che all’epoca era non solo molto praticato, ma anche tenuto molto in considerazione. Per la sua collocazione geografica Zavattarello abbraccia una cucina tipica che comprende piatti della tradizione dell’Oltrepò Pavese e del Piacentino. Spiccano i ravioli al brasato, il salame crudo, la coppa piacentina, il cinghiale in salmì con la polenta, gli arrosti, i pisarei e fasò, ovvero i tipici gnocchetti con fagioli borlotti lessati.  Da provare anche i tortelli di magro al burro e salvia e i tortelli di zucca, cosi come i panzerotti e la zuppa di ceci. La zona è ricca di funghi e tartufi pregiati, prodotti principi in diverse ricette della tradizione, ed essendo incontaminata e ricca di essenze arboree e floreali è ideale anche per la produzione di miele. Inoltre Zavattarello si trova al crocevia di due diverse produzioni pregiate di salumi, il territorio del Salame di Varzi D.O.P. e quello dei salumi piacentini D.O.P.

Piatto di pisarei e fasò


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