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Cremona monumenti da vedere Chiesa di San Michele

Cremona: la leggenda della Chiesa di San Michele

La fondazione originaria dell'edificio dedicato al grande santo guerriero si deve, secondo la tradizione, alla Regina longobarda Teodolinda

Interno di San Michele
©Regione Lombardia
Cremona, cripta della Chiesa di San Michele
Tra le numerose attrazioni di Cremona spiccano le bellissime chiese, alle quali sono dedicati diversi percorsi turistici. Particolare è quella di San Michele, intitolata al grande santo guerriero la cui fondazione si deve alla Regina Teodolinda. Leggenda vuole che essa, rimaste vedova, pose mano alla costruzione non solo di questa ma anche di molte altre chiese cittadine: i longobardi assediavano la città presieduta da un fortissimo contingente bizantino e solo con l’aiuto della popolazione degli Avari riuscirono ad espugnarla. Dopo la distruzione fu proprio la regina, sposa del re Agilulfo, ad iniziare la ricostruzione di Cremona partendo esattamente da San Michele, santo protettore dei Longobardi.

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L’edificio, in stile longobardo, è stato rifatto alla fine del XII secolo. La facciata a salienti è scandita da quattro semicolonne e il suo aspetto attuale è frutto dei restauri di fine Ottocento che hanno ripristinato due rosoni che erano stati sostituiti da due aperture rettangolari. Lungo il sottotetto corre una decorazione ad archetti pensili intrecciati e prosegue anche sulle pareti laterali. Anche la ricostruzione dell’attuale campanile risale all’Ottocento, più alto ed imponente del precedente. L’interno, austero e solenne, si presenta a schema basilicale con l’impianto della chiesa romanica anche se è stato appesantito da altari, dipinti e decorazioni aggiunte in epoche successive: con copertura a volte, è a tre navate divise da archi a sesto acuto, sostenute da slanciate colonne di marmo. I capitelli, con i loro diversi motivi decorativi, fanno supporre datazioni e maestranze diverse oppure l’impiego di pezzi di riuso.

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Quelli della navata destra sono di ispirazione corinzia pur presentando delle varianti, quelli della navata sinistra alternano motivi vegetali, figure mostruose o antropomorfe. Al termine delle navate laterali due scale parallele conducono alla cripta, caratterizzata dai capitelli longobardi del VII secolo mentre nell’abside rialzata fa bella mostra di se un maestoso affresco raffigurante il Giudizio Universale, ricco di cromatismi, databile tra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo. Di particolare interesse, nel secondo altare destro, la Natività dipinta da Bernardino Campi nel 1568 e, nel terzo altare destro, la Crocifissione con Santi e il donatore conte Persico realizzata da Giulio Campi nel 1571.

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