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Villa Foscari Malcontenta Palladio

Villa Foscari, cosa nasconde la Malcontenta sul Brenta

La leggenda attribuisce a questa villa palladiana una storia di solitudine e fantasmi

Villa Foscari Malcontenta
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Di Andrea Palladio, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=3918120
Villa Foscari è un grandioso esempio di architettura palladiana, ma a questa dimora l’architetto che ha plasmato le più importanti Ville Venete ha voluto conferire un aspetto ancora più regale. La facciata principale evoca un tempio classico, mentre internamente le sale sono di una dimensione e una luminosità unica per il Palladio. Le decorazioni interne poi, opere pittoriche a cura di Battista Zelotti e Battista Franco completano un quadro di una sontuosità quasi inusuale. Ma non è solo per la magnificenza architettonica e decorativa che Villa Foscari è nota. C’è una leggenda che serpeggia tra i suoi vasti spazi e giardini, e non di rado è stata la narrazione popolare ad arrivare prima del prestigio.
 
Villa Foscari è anche detta La Malcontenta, e con questo soprannome si identifica anche la piccola frazione di cui fa parte. Ci troviamo a pochi chilometri da Mira, in provincia di Venezia, lungo il corso del Naviglio del Brenta, importante snodo fluviale in epoche passate. La villa venne fatta erigere per i fratelli Foscari, membri di una delle famiglie più importanti della Serenissima nel 1559, ma la leggenda della ‘malcontenta’ nasce circa due secoli dopo, quando nella villa, si narra, andò a vivere Elisabetta Foscari. La donna era stata allontanata dalla famiglia che abitava a Venezia a causa di un comportamento eccessivamente libertino. 
 
Tuttavia il suo ‘esilio’ si trasformò presto in una vera e propria prigionia, e alla ragazza non fu più concesso di uscire dalla villa. Isolata dalla vita di corte che conduceva in precedenza, confinata in un ‘carcere’ di lusso, la donna visse tutti gli anni che le rimasero in totale depressione e malinconia, mentre la villa cadde in uno stato di semi-abbandono per diverse decadi. Sarebbe di Elisabetta ‘la malcontenta’ l’ombra che si aleggia furtiva nel parco della villa, e sarebbe sempre lei la sagoma che sbircia a volte dalla finestra della dimora. Episodi che accadrebbero ancora oggi, a distanza di secoli. Il fantasma della povera donna infelice avrebbe dato il nome alla frazione e alla villa stessa, e c’è chi giura di averne percepito la presenza in diverse occasioni.
 
Esiste anche una versione più ‘ufficiale’, anzi, ufficiosa, del soprannome ‘malcontenta’, e riguarderebbe la difficoltà di mantenere il fiume Brenta entro i suoi argini (malcontenuto, malamente contenuto). 
 
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