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Cabras Giganti Mont'è Prama

Sardegna, i misteriosi colossi dagli occhi alieni

Le statue più misteriose del Mediterraneo: i Giganti di Mont’e Prama

statua gigante
Di Prc90 - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=38342249
Dettaglio della testa di un pugilatore
Statue di guerrieri, di pugilatori, di arcieri, di sacerdoti. Ma non sculture comuni, classiche. Bensì colossi, alti fino a 2 metri e mezzo, del peso di anche 400 chili, scolpite da blocchi di granito. Appartenenti ad una società scomparsa, e di cui si conosce pochissimo - e spesso in via ipotetica. E’ un tassello misterioso quello che manca per ricomporre il quadro della Sardegna nuragica, anzi, post-nuragica per la precisione; un tassello che può riscrivere la storia del Mediterraneo, a partire dalle gigantesche statue note come i Giganti di Mont’e Prama

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Ci troviamo nella zona di Cabras, sulla costa centro-occidentale dell’isola, provincia di Oristano. Oggi per lo più custoditi nel museo locale e in quello di Cagliari, i Giganti hanno permesso agli archeologi di far luce su una parte di storia sarda fino a poco fa ignorata. Tutto comincia nel 1974, quando alcuni contadini notano, nella collina di Mont’e Prama, dei grossi frammenti di statue nei campi. Sono i primi resti dei Giganti, che vengono dissotterrati un poco alla volta. Emergono centinaia di frammenti, che vanno a ricomporre diversi Kolossoi, come li chiamò il primo archeologo incaricato degli scavi, l’esperto di civiltà nuragica Giovanni Lilliu. E come una matassa che si dipana, le statue portano alla scoperta di una strada, di strutture, di tombe: gli archeologi si rendono conto di essere in presenza di una necropoli, datata circa 2800 anni. 

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Affiorano le testimonianze di una necropoli monumentale, probabilmente grandiosa, esistita tra il settimo e l’ottavo secolo avanti Cristo (alcune ipotesi parlano addirittura del nono secolo). Gli scavi vengono interrotti e poi ripresi in epoca molto recente, ed evidenziano tombe con resti umani completamente spoglie – probabilmente saccheggiate - se non per i frammenti dei Giganti che dovevano stare in superficie, e alcuni modelli di statuette e nuraghi. All’epoca i nuraghi erano già ‘superati’, non più utilizzati con la loro funzione originaria ma impiegati per altri scopi, come magazzini ad esempio. Quella che doveva trovarsi qui era una civiltà della ‘seconda epoca’ nuragica, e la dimensione delle statue suggerisce che si trattasse di una società evoluta, ricca, nobile, abbastanza potente da commissionare un Heroon, un monumento sepolcrale legato al culto degli eroi. 
 
Perché a questo sembrano essere destinate le colossali statue, che ad oggi, ricostruite, hanno evidenziato la presenza di decine di pugilatori, soldati, arcieri, guerrieri e due sacerdoti i cui copricapo ricordano alcuni ritrovamenti in tombe etrusche. Mentre le fattezze delle statue, i cui occhi sembrano ‘alieni’, scavati con cerchi concentrici, evocano l’Asia minore. Testimoniano quindi contatti importanti con altre popolazioni, con i Fenici e certamente con gli Etruschi. E’ molto probabile che le statue siano state deliberatamente abbattute e rotte, così come le tombe saccheggiate, dai Cartaginesi che conquistarono quella parte dell’isola e sancirono la fine della civiltà nuragica. Ma i misteri su Mont’e Prama sono ancora molti, e le scoperte si stanno rivelando una dopo l’altra straordinarie per riscrivere la storia non solo della Sardegna, ma dell’intero Mediterraneo. 
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