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Roma Museo dei Gladiatori

Roma, nel museo dei Gladiatori

I lottatori iconici della Roma antica protagonisti di un museo 

Colosseo
istockphotos
Gladiatore al Colosseo
Sono stati personaggi iconici della storia di Roma. Le loro gesta hanno attraversato i secoli, l’eco del loro nome evocativo è arrivato sino ad Hollywood. Parliamo dei gladiatori, i celebri lottatori dell’antica Roma, protagonisti di un’epoca in cui il divertimento, i ‘giochi,’ la spettacolarizzazione dei combattimenti e lo sport erano pane quotidiano, e intrattenevano un vastissimo pubblico. L’origine dell’arte gladiatoria è molto probabilmente etrusca, ma sono i romani ad averla elevata e resa così importante ed iconica. Il loro nome deriva dal ‘gladio’, la spada corta spesso usata nei combattimenti.
 
A questi lottatori è dedicato un museo romano, il Gladiator Museum, che si trova a Piazza Navona, un tempo Stadio di Domiziano - costruito proprio per le competizioni atletiche. Un percorso dedicato alla gladiatura, con esposizione di oltre 500 oggetti tra armature, spade, elmi. In particolare, la mostra è dedicata proprio alle corazze e agli armamenti utilizzati sia dai gladiatori che dai soldati dell’esercito romano e dei loro nemici. Si tratta di ricostruzioni eseguite con precisione e attinenza agli originali, che ripercorrono una storia molto lunga, dal VI secolo a.C. al IV d.C. Naturalmente la maggior parte dell’esposizione è dedicata alla gladiatura, fenomeno che, pur essendo divenuto famoso per i truci spettacoli degli anfiteatri, è molto più complesso e ha uno stretto legame con la storia militare romana.
 
Ma chi erano i gladiatori? Molto spesso si trattava di schiavi, prigionieri di guerra, carcerati, ma non di rado erano anche uomini liberi che si davano a questa carriera per ripagare debiti, o semplicemente attratti dalla gloria e dal profitto che, se vittoriosi, potevano ottenere. Un gladiatore che conseguiva numerosi successi diventava un vero e proprio eroe, e poteva arricchirsi molto. Come spiega il percorso museale, esistevano diversi ‘personaggi’, come il Mirmillone, un gladiatore dal grosso elmo, il Sannita, che portava l’equipaggiamento tipico dei guerrieri del Sannio, il Trace, il cui elmo a forma di grifone omaggiava le province orientali dell’Impero. Ogni categoria aveva un diverso equipaggiamento e poteva disporre di una serie di colpi, mentre altri non erano permessi. Si facevano quindi combattere coppie di gladiatori i cui rispettivi vantaggi e svantaggi si equiparavano, in modo da avere un combattimento equo e una sfida più divertente per il pubblico. Non è detto che il gladiatore sconfitto venisse ucciso (al contrario di ciò che dice la credenza popolare), perché in verità perdere un atleta ad ogni gara sarebbe stato troppo costoso per gli organizzatori.

Il Gladiator Museum di Roma non è l'unico in Italia. Anche Santa Maria Capua Vetere, in Campania, ospita il Museo dei Gladiatori, che sorge nelel vicinanze dell'Anfiteatro Campano e che espone molti elementi decorativi e reperti dello stesso. 
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