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Monopoli Castello Carlo V

Puglia, il Castello di Monopoli con Mirò

Il Castello Carlo V è il simbolo cittadino: da fortezza a carcere ospita oggi una grande mostra

Castello di Monopoli
©Ufficio Sistema Museo
Monopoli, scorcio del Castello Carlo V
La bella città di Monopoli si specchia nel Mar Adriatico e dista circa una quarantina di chilometri da Bari. Monumento simbolo della località pugliese è il Castello Carlo V, che regala un’inconfondibile panorama. Costruito sulla striscia di terra più avanzata rispetto al mare, faceva parte del sistema di fortificazione costiera voluto da Carlo V in Puglia. Si presenta con la sua forma pentagonale, tipica delle strutture difensive del Cinquecento, con incorporata una torre cilindrica preesistente di forma romana che offre una caratteristica particolare all’ingresso e alla facciata. Anche i sotterranei con l’antica chiesa di San Nicola della Pinna sono incorporati al complesso fortificato.

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Il Castello fu la dimora della più alta autorità militare di Monopoli e poi venne trasformato in carcere fino agli Anni Cinquanta del Novecento. Di un fascino inusuale è la passeggiata che dalla piazza del Castello prosegue per il Lungomare San Salvatore, con una strada a forma di balcone sul mare. Si ammirano i resti del bastione di Santa Maria al doppio loggiato del Palazzo dell’Andora, lo slargo antistante la Chiesa di San Salvatore, e si giunge all'imbocco della via San Vito che scende a sud ovest lungo il tratto delle mura rimaste ancora in piedi all'interno della città vecchia. Ma a voler restare all’interno del castello, oggi sede di mostre e convegni, non si può perdere fino al 15 luglio la mostra “Joan Mirò. Opere grafiche 1948-1974”. Si tratta di un’antologia di circa 90 opere grafiche che appartengono a quattro serie complete.

Forme, colori, immagini fantastiche e quello straordinario alfabeto di segni creato dal Maestro catalano che rivelano la sua visione dell’arte, vissuta con curiosità e versatilità. Un viaggio nella creatività di Miró e nell'estrema poeticità della sua arte surrealista. Le serie in mostra sono Parler Seul (1948-50), Ubu Roi (1966), Le Lézard aux Plumes d’Or (1971) e Les Pénalités de l'Enfer ou les Nouvelles-Hebrides (1974). Quattro capolavori realizzati tra il 1948 e il 1974 che raccontano la straordinaria capacità di Mirò di oggettivare le immagini della fantasia e di esprimerle attraverso un linguaggio assolutamente personale. Lo sguardo del visitatore rimane incantato dai colori e dai segni che compongono una “baraonda cromatica” e la visita porta alla scoperta dell’alternanza armoniosa di quei segni e delle immagini che vibrano di continuo in diversi colori che sorprendono sempre per la libertà espressiva. 
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