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Patrimoni Unesco Italia: Pienza

Pienza, l'Unesco nella Città ideale del Rinascimento 

La città toscana è ancora oggi un esempio unico per l'organizzazione degli spazi urbani

Piazza centrale di Pienza
©iStockphoto
Pienza, Piazza Pio II
Nel cuore della Val d’Orcia, a poca distanza da Siena, Pienza è uno dei gioielli italiani inseriti nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dall’Unesco. Voluta da Papa Pio II che affidò la ristrutturazione dell’antico borgo di Corsignano al Rossellino, allievo di Leon Battista Alberti, è ancora oggi un esempio unico per l’organizzazione razionale degli spazi e delle prospettive di piazze e palazzi cinquecenteschi che rispecchiano i canoni urbanistici del Rinascimento. Il centro storico rappresenta la prima applicazione dei concetti umanistici nella pianificazione urbana e una pietra miliare nello sviluppo legato al concetto di città ideale. Per questo ebbe un ruolo significativo nello sviluppo urbano italiano, con il gruppo di costruzioni intorno alla Piazza centrale che costituisce un capolavoro del genio creativo umano. Grazie alle prospettive geometriche, alle impressionanti volumetrie della Cattedrale e del palazzo Piccolini e all'accurato riempimento degli spazi al centro del vecchio borgo medievale.

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Basta ammirare il Duomo, ovvero la Concattedrale di Santa Maria Assunta, per rimanere incantati dal raro e delicato equilibrio tra forme gotiche e rinascimentali. Il complesso venne pensato per essere inserito in modo scenografico nella piazza principale. Palazzo Piccolomini, detto anche palazzo Pontificio, è considerato opera di Bernardo Rossellino. Si presenta a pianta quadrata, in pietra viva lavorata in bugnato, eretto su tre piani. Si possono notare gli stemmi di famiglia in pietra e le insegne apostoliche in oro ed argento alle finestre, mentre all’interno del palazzo si trova una piccola corte rettangolare con loggiato e un giardino, realizzato secondo i dettami rinascimentali. A completamento dei tesori architettonici della Piazza Pio II c’è Palazzo Borgia, donato dal Papa al Cardinale Rodrigo Borgia, suo fido collaboratore che divenne a sua volta pontefice con il nome di Alessandro VI, che ne fece la propria residenza.

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Passeggiando tra i vicoli del centro si può seguire l’indicazione che porta alla Pieve di Corsignano, alla quale si arriva con una breve passeggiata lungo il fianco della collina. Si tratta di una chiesa romanica a tre navate che affonda le sue antiche origini nel VII secolo, ma che ha subito modifiche del XII secolo in stile romanico. La chiesa è relativamente vuota, ma possiede la particolarità di avere ad ogni navata un altare e sulla destra, non appena si entra, si può vedere la fonte battesimale originale in cui furono battezzati sia Papa Pio II che suo nipote papa Pio III.
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