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Reggio Calabria  cosa vedere monumenti mura greche

Passeggiata lungo le mura di Reggio Calabria

Di straordinario interesse storico, le mura ellenistiche sono uno spaccato di storia non solo della città ma di tutta la civiltà classica in riva al Mediterraneo 

Reggio Calabria mura greche
© Di Me - Opera propria, Pubblico dominio, Wikimedia
Reggio Calabria, Parco Archeologico delle Mura Greche
La magnifica posizione sullo Stretto di Messina, lo splendido lungomare, l’arte che si intreccia con la storia: Reggio Calabria si contende con Catanzaro il primato politico culturale della regione ed è il punto più meridionale dello Stivale. Tra le tante attrazioni che vanno dalle terme romane ai palazzi liberty, dai musei come quello Archeologico Nazionale, uno dei più importanti d’Italia, al Duomo e alle altre numerose chiese, dalle suggestive strade alle piazze più interessanti, l’antica Rhegion greca vanta quello che D’Annunzio considerava “il più bel chilometro d’Italia”, ovvero il Lungomare di Reggio Calabria, lido di interesse nazionale tripudio di bellezze architettoniche e paesaggistiche che va da Piazza Indipendenza a Piazza Garibaldi.

Le bellezze cittadine non si esauriscono quindi ai soli e celebri Bronzi di Riace, per i quali è famosa: rimanendo in tema di storia greca, chi si affaccia sul Lungomare Falcomatà, all’altezza di Piazza Campagna, rimane giustamente colpito da un esteso tratto della cinta muraria ellenistica di Reggio, che fanno parte del Parco Archeologico delle Mura greche. Recintate da una cancellata in ferro battuto, anche se si è soliti definirle come mura greche sono in realtà frutto del circuito murario che si è susseguito in tutti i tempi, restaurato diverse volte. Edificate in mattoni cotti dei quali non è rimasta traccia, le mura poggiano su fondamenta in pietra locale: in origine erano costituite da un muro a doppia cortina, i cui vuoti venivano riempiti di terra e pietrisco su cui veniva innalzato il vero e proprio muro in mattoni cotti. La parte arrivata sino ad oggi è di particolare interesse perché si tratta del punto in cui  le mura occidentali facevano un angolo chiudendo a meridione la cinta reggina.

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Nei mattoni sono stati ritrovati frammenti di ceramica, ad indicare che probabilmente si tratta delle mura costruite dopo la metà del IV secolo a.C., quando Dionisio II ricostruì la città di Reggio col nome di Febea in onore di Febo Apollo. Grazie ad altri studi della Soprintendenza archeologica si è ipotizzato che, nel circuito murario reggino, le mura in mattoni crudi siano di epoca del tiranno Anassila, del V sec. a.C., mentre quelle in mattoni cotti siano da attribuirsi al tiranno Dionisio II, che restò a Reggio solo tra il 356 ed il 351 a.C., quando fu scacciato, e la libertà dei Reggini fu restaurata. Altri studiosi pensano, invece, che le mura, così come le conosciamo, siano tutte della parte finale del IV sec. a.C., testimoniando gli interventi di Dionisio II, della Repubblica Reggina e del re Agatocle.  Le Mura Greche e le Terme Romane sono un pezzo di storia non solo della città, ma di tutta la civiltà classica e latina in riva al Mediterraneo, e poterle ammirare cosi da vicino è un ulteriore ricchezza per tutti i turisti.

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