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Palazzina Cinese Palermo sicilia monumenti da vedere in italia

Palermo: la dimora borbonica in stile cinese

Nel capoluogo siciliano sorge un esotico edificio chiamato Palazzina Cinese, dallo stile orientaleggiante e le decorazioni stravaganti

Casina Cinese <br>
http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Palazzina_cinese_0001.JPG#/media/File:Palazzina_cinese_0001.JPG
"Palazzina cinese 0001" di tato grasso - Opera propria. Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons
A guardarne una immagine, non si direbbe una dimora tipica di Palermo, eppure nel capoluogo siciliano sorge una splendida Palazzina Cinese, dimora reale dei Borboni immersa nel Parco della Favorita. Un esotico edificio tra palme e limoni all’ombra della Riserva di Monte Pellegrino, anche chiamato Casina Cinese, realizzato nel 1799 su commissione di Ferdinando IV di Borbone. Egli aveva acquistato una casa in legno in stile cinese, e chiese all’architetto Giuseppe Venanzio Marvuglia di ampliarla e ristrutturarla mantenendo lo stile orientale.

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L'architetto, pur con una formazione classica, esaudì egregiamente il desiderio del sovrano: un tetto a pagoda sovrasta il corpo centrale a tamburo ottagonale, mentre due torrette ai fianchi con scale elicoidali visibili dall’esterno rendono ancora più vezzosa e singolare l’estetica dell’edificio. Al piano terra si trovano dei portici ad arco leggermente appuntito, che ornano la base della Casina con evocazioni orientaleggianti di forte impatto visivo, mentre l’ingresso è incorniciato da un colonnato classico. Altri dettagli curiosi punteggiano la palazzina, come le travi di legno intagliato e decorato delle terrazze, i campanelli all’ingresso, le smerlature, le ringhiere.

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Anche gli interni fanno sfoggio dell’eccentrico piacere per le chinioserie del Borbone, mescolate al gusto dell’epoca: per esempio, la sala da ballo decorata da Giuseppe Velasquez presenta uno stile Luigi XVI, con trompe l’oeil di rovine sulla volta. Per accedere al primo piano si sale da una delle scale esterne, e qui si collocano il salone in stile cinese, decorato da pannelli di stoffa finemente dipinti con scene di vita orientale e icone dell’estremo oriente; dettaglio curioso nella sala da pranzo è la ‘tavola matematica’ ingegnoso sistema grazie al quale i piatti delle portate salivano dalle cucine pieni e riscendevano vuoti attraverso dei fori, perché il Re non amava avere servitù attorno finché mangiava. Anche in questa sala la volta è dipinta in stile cinese. Al lato opposto e superiore si trovavano rispettivamente gli appartamenti reali e della Regina Maria Carolina, addobbati con arredi di lusso e decorati in stile cinese per il re, neoclassico per la regina. All’ultimo piano si trova una grande terrazza di forma ottagonale, ricoperta dalla struttura a pagoda, mentre sul retro nel giardino sorge il ‘tempietto cinese’ e una serie di vasche in marmo con grotte.

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Un’inconsueta commistione di stili ed evocazioni, che è possibile visitare gratuitamente durante orari prestabiliti. Trovate le indicazioni per le visite a questo link.
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