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Palcoda Friuli paese abbandonato

Palcoda, il suggestivo paese abbandonato

Tra le montagne friulane si trova un borgo fantasma letteralmente avvolto nella natura boschiva

Palcoda
Di Alessio Milan from Italy - I resti della chiesa, CC BY-SA 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=4737784
Chiesa di Palcoda prima del restauro
Anche nel momento di massimo splendore Palcoda non superò i 150 abitanti. Eppure questo piccolo borgo friulano è riuscito a rimanere un importante protagonista del suo territorio, anche oggi che è un paese fantasma. Ci troviamo nella provincia di Pordenone, a breve distanza da Tramonti di Sotto, sulle Prealpi Carniche. Un territorio di grande bellezza per gli appassionati di escursionismo, che vengono qui non solo per la presenza di numerosi sentieri di varia difficoltà, ma anche per inserire nei trekking un ‘circuito’ di borghi abbandonati particolarmente affascinante.
 
Palcoda infatti non è solo suggestivo grazie a quel fascino misterioso, a tratti lugubre, che infondono i luoghi abbandonati. Ma anche perché la natura si è riappropriata di ciò che è suo, avvolgendo i resti delle costruzioni in un pittoresco (e allo stesso tempo malinconico) ‘abbraccio’. Salvo la chiesa, restaurata pochi anni fa, Palcoda giace in una sorta di spettrale incantesimo, una decadenza della quale la natura ha approfittato per tornare sovrana. Si trova a 628 metri di altitudine, ed è raggiungibile solo a piedi, percorrendo sentieri che partono da Tramonti di Sotto e da Campone.  
 
I primi insediamenti in questo luogo risalgono al Quattrocento, quando nella zona, incastonata nella valle del Torrente Chiarzò, si fermavano i pastori di passaggio. Nel XVII secolo, il borgo cominciò a prendere forma, e ad avere una certa ‘vitalità’ grazie all’agricoltura, l’allevamento, e una particolare forma di economia basata sulla produzione e il commercio di cappelli di paglia. Per un lungo periodo Palcoda fu un florido, piccolo centro, ma il primo conflitto mondiale né segnò drammaticamente l’inizio della decadenza. La crisi economica segnò profondamente i territori friulani, e l’emigrazione fu massiccia. Palcoda si svuotò nel giro di pochissimi anni, e nel 1923 era ufficialmente un paese abbandonato. Fece tuttavia da riparo ai partigiani impegnati nella guerra di liberazione alla fine del secondo conflitto mondiale. 
 
Non lontano si trova anche un altro borgo fantasma, quello di Tamar, che ebbe una sola, stoica abitante fino agli anni ’50. La visita a questi centri abbandonati è possibile solo dopo aver percorso un sentiero già di per sé spettacolare. Giunti a destinazione, specialmente a Palcoda, l’atmosfera prende una piega particolarmente affascinante, anche se un pizzico spettrale. 
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