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Paestum, Poseidonia, Salerno

Paestum: tutto il fascino della Magna Grecia

Dal 1998 Patrimonio dell'Umanità l'antica città di Poseidonia è sede di tre imponenti templi dorici

Paestum
©iStockphoto
Parco Archeologico di Paestum
È stato il geografo greco Strabone, vissuto a cavallo tra I secolo a.C. e I d.C. a raccontarci per primo la storia dell'antica città della Magna Grecia Poseidonia. Dedicata dai suoi fondatori a Poseidone dio del mare, la città cambiò il suo nome in Paistom dopo la sua conquista da parte dei Lucani e sucessivamente in Paestum quando divenne colonia romana. Secondo il racconto del geografo, poi  confermato dai risultati degli scavi, alla fine del VII secolo a.C. i cittadini della città magnogreca di Sibari vollero possedere un caposaldo sul mare Tirreno, oltre che sullo Ionio, per commerciare con gli Etruschi. 

Parco Archeologico di Paestum ©iStockphoto
 
Dopo aver viaggiato da mare a mare, guidati forse da Poseidone i sibariti si appostarono in un primo tempo sul promontorio di Agropoli ma con un secondo arrivo massiccio di coloni, si stabilirono nella fertile valle del Sele. Con la distruzione nel 510 a.C. della madrepatria Sibari, Poseidonia visse il suo periodo di massima  ricchezza. Nella città trovarono, inoltre, rifugio molti profughi sibariti con tutte le loro proverbiali ricchezze, e molto si adoperano per darle nuovo impulso. Poseidonia raggiunse quindi il suo massimo splendore a cavallo tra VI e V secolo a.C. acquisendo il volto che ancora oggi conosciamo, con l’ampia agorà al centro e i due santuari principali ai due lati. Proprio in questi anni furono costruiti i suoi monumenti principali ovvero Il Tempio di Hera, il Tempio di Atena e il Tempio di Nettuno.
 
 
IL TEMPIO DI HERA 
 
Iniziato intorno al 560 a.C. il tempio di Hera, comunemente detto Basilica, è il più antico dei tre grandi edifici. Si tratta dell'unico tempio greco appartenente alla prima generazione dei grandi templi in pietra che si è conservato così bene. Al tempio mancano i frontoni e il suo impianto non è ancora quello canonico dell'architettura greca. Questo ha fatto sì che per molto tempo la sua funzione non fosse chiara e, ancora oggi, viene chiamato “Basilica”, nonostante sia ormai provato che si tratta di un edificio di culto dedicato alla protettrice degli Achei e sposa di Zeus. 

Il tempio di Hera, (Basilica) ©iStockphoto
 
IL TEMPIO DI ATENA
 
Posizionato sul punto più alto della città, a nord degli spazi pubblici, il tempio di Atena è l’unico tempio di cui sappiamo con certezza a quale divinità fosse dedicato. Già la prima generazione di coloni costruì qui un piccolo edificio per la dea dell'artigianato e della guerra. Intorno al 500 a.C., si realizzò poi il monumentale tempio che si è conservato fino alla cornice del tetto. La parte interna che è elevata rispetto al colonnato circostante, era accessibile attraverso un’ampia anticamera decorata con colonne ioniche.

Il tempio di Atena (“di Cerere”) ©iStockphoto
 
IL TEMPIO DI NETTUNO
 
Realizzato verso la metà del V sec. a.C. il tempio di Nettuno è non solo il più grande tempio di Paestum ma anche quello meglio conservato. Declinazione classica dell’architettura templare greca il tempio è costruito con enormi massi collegati tra di loro tramite semplici tasselli e senza malta. Una tecnica costruttiva ha consentito all’edificio di resistere a terremoti e altre calamità naturali. La cella che ospitava l'immagine della divinità era divisa in tre navate da due alti colonnati a due piani che si possono ancora ammirare. Il tetto era sorretto da travi in legno e decorato con materiale litico di travertino locale e di marmo importato dall’Egeo.

Il tempio di Nettuno ©iStockphoto
 
 
IL PARCO ARCHEOLOGICO DI ELEA-VELIA
 
Sempre in provincia di Salerno nel comune di Ascea, è possibile visitare il sito archeologico di Elea  denominata in epoca romana Velia. Fondata intorno al 540 a.C. da un gruppo di esuli provenienti dalla città greca di Focea, Elea fu nota nel V sec. soprattutto per le figure di Parmenide e Zenone, fondatori della scuola filosofica eleatica. Immerse in una vasta area di macchia mediterranea le strutture architettoniche della città antica costituiscono uno splendido connubio tra archeologia e natura. Ricordiamo che dell'antica città sono visibili la cinta muraria, i resti di una necropoli di età imperiale, Porta Marina, Porta Rosa, le Terme Adrianee, quattro domus anch'esse di età imperiale, l'Agorà, un Quartiere meridionale non ancora esplorato e l’Acropoli dove sono parzialmente conservati un teatro di età romana e un tempio. In età medioevale sopra alcuni edifici dell'Acropoli è stato poi costruito un castello. Presenti dunque anche una Torre angioina, una cappella Palatina e la Chiesa di Santa Maria.

Il Parco Archeologico di Elea-Velia ©iStockphoto
 
PARCO ARCHEOLOGICO DI PAESTUM
Capaccio Paestum (SA), Via Magna Grecia, 919 –
Info: 0828 81 10 23
Sito: www.museopaestum.beniculturali.it
 
 
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