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Narni, nei suoi sotterranei curiosità e segreti

La vasta rete di cunicoli e ambienti ipogei della cittadina umbra ha fatto da scenario ad alcuni episodi storici decisamente cupi

Narni
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Narni
Un pittoresco centro storico di impianto medievale, che tra vicoli, piazze e antiche botteghe incarna la perfezione del borgo umbro per antonomasia, incastonato in una vallata verde smeraldo. Ma Narni non è solo quello che si vede in superficie: c’è una Narni Sotterranea che, tra storia e leggenda, affascina e incuriosisce ogni visitatore. Riscoperta alla fine degli anni ’70, in parte grazie al caso, la città che si nasconde dagli occhi è quasi tanto grande quanto quella visibile. E custodisce diversi segreti, tra cui le storie di personaggi che ebbero un ruolo in uno dei più cupi periodi della storia europea, quello dell’Inquisizione.
 
Narni Sotterranea è il nome che si dà al complesso di ambienti ipogei che furono utilizzati in diverse epoche, anche molto antiche. C’è per esempio una cisterna del I secolo a.C., ma anche una chiesa del XII secolo. Ci sono ambienti ecclesiastici e altri utilizzati dalla popolazione. Non tutti sono visitabili, e una visita guidata è il modo migliore di conoscere questo affascinante mondo segreto. Ma non tutto è semplicemente ‘bello’ e affascinante: alcuni ambienti dei sotterranei di Narni venivano impiegati come Tribunale dell’Inquisizione. Il Sant’Uffizio ebbe difatti nella Narni Sotterranea una sede, utilizzata per interrogare gli sventurati ‘eretici’ o presunti tali. Ad aggiungere un’ulteriore dose di angoscia alla storia di questo ambiente, il fatto che in alcuni documenti (ritrovati negli Archivi Vaticani) lo indicassero con il nome di Stanza dei Tormenti.
 
Un cunicolo collegava questa stanza ad una cella, sulle cui pareti sono ancora oggi incise le suppliche, le testimonianze, i messaggi degli imprigionati. Alcuni sono veri e propri codici, simboli non ancora del tutto decifrati. C’è chi ci vede retaggi massonici e alchemici, chi richiami demoniaci, chi un mix di tutte queste cose. Il più celebre prigioniero di questa cella fu Giuseppe Andrea Lombardini: fu proprio lui a lasciare molti dei simboli alchemico-massonici ancora oggi visibili.
 
Gli studi della cella hanno a loro volta portato alla scoperta dell’adiacente cripta di Santa Maria Maggiore, risalente al XII secolo, e l’abside di quella che un tempo era la cattedrale di Narni. Tra gli altri ambienti ‘celebri’ la splendida Chiesa di San Domenico, straordinariamente affrescata, sempre del XII secolo. Tra le numerose cisterne per l’acqua la Cisterna del Lacus, è eccezionalmente profonda. E si può ammirare una porzione dell’acquedotto romano della Formina, del I secolo d.C. che si snoda per ben 13 chilometri sotto terra. Curiosamente, qui sotto si trova il centro dell’Italia, ovvero il punto che dista equamente dal confine più settentrionale a quello più meridionale del paese, e si chiama Ponte Cadorna. 
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