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Toscana monumenti da vedere abbazia Monte Oliveto Maggiore

Monte Oliveto Maggiore, l’abbazia nascosta dai cipressi

Situato nel comune di Asciano, in provincia di Siena, il grandioso complesso monastico racchiude numerosi capolavori d’arte

Toscana, Monte Oliveto Maggiore
©Promo Guide Siena
Veduta dell'Abbazia di Monte Oliveto Maggiore
Nel cuore delle Crete senesi, ad una trentina di chilometri da Siena, il comune di Asciano conserva pregevoli monumenti tutti da scoprire, intriso com’è dalle atmosfere medievali che caratterizzano il centro storico. Ma anche i suoi dintorni sono meritevoli di una visita, anche perché su un’altura coperta di cipressi, in una suggestiva posizione nel mezzo del deserto di Accona, sorge un grandioso complesso monastico dove si possono ammirare numerosi capolavori artistici: si tratta dell’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore, dove è ospitata anche una magnifica biblioteca con volumi antichi e preziose pergamene.

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Fondato nel 1313 da Giovanni Tolomei, un professore diventato monaco con il nome di Bernardo, il monastero ebbe un ruolo importante nell’organizzazione agricola delle crete oltre ad indirizzarsi verso un’intensa attività artistica e culturale. Vi si accede passando per il palazzotto medievale dalla torre merlata rettangolare e dal ponte levatoio costruito in difesa del monastero: da qui, dopo aver percorso un viale che si dipana in mezzo ad alti cipressi e sorpassando una pescheria, si arriva all’imponente complesso dell’abbazia sormontato dal campanile romanico-gotico di 47 metri. Dal punto di vista architettonico si nota l’insieme di edifici costruiti tra il XVI e il XVIII secolo intorno a tre chiostri: il Grande, il Piccolo e il Chiostro di Mezzo. La chiesa si presenta con il suo elegante portale e un articolato complesso absidale, custode di vari capolavori di Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma e del coro ligneo, opera d’intaglio e intarsio di Fra Giovanni da Verona.

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Nel Chiostro Grande si ammira una serie di affreschi che raccontano le storie di San Benedetto, considerata una delle maggiori testimonianze della pittura italiana rinascimentale. Questi affreschi nascondono una particolarità: si dice infatti che il Sodoma, non essendo stato accontentato per un aumento del compenso, decise di risparmiare a modo suo. Essendo una personalità eccentrica nascose nelle raffigurazioni tutte le mani dei frati nei sai, poiché le mani sono uno dei particolari più laboriosi da dipingere. Intorno al Chiostro di Mezzo e al Chiostro Piccolo si sviluppa la parte più interna del Cenobio dedicata alla clausura e non visitabile, che tuttavia conserva opere particolarmente interessanti come il refettorio e un grande ambiente a volte decorato da affreschi di Fra’ Paolo Novelli, datati 1670. 
 
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