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Isernia attrazioni e Fontana Fraterna

Molise: ad Isernia una delle fontane più belle d’Italia

Il simbolo della città molisana è una monumentale fontana dalle inusuali forme con sei getti d’acqua 

Isernia, Fontana Fraterna
© di Guuz - Opera propria. Con licenza Pubblico dominio tramite Wikimedia Commons - 
Fontana Fraterna di Isernia
Isernia e la sua provincia, una realtà spesso presa poco in considerazione eppure ricca di attrazioni. Ad incominciare proprio dalla città molisana che, conquistata dai Romani nel 263 a.C. visse un periodo di splendore fino all’arrivo dei Barbari a cui seguirono i Longobardi e i Saraceni. Tracce del suo passato storico si possono ammirare semplicemente passeggiando o esplorandone i dintorni. La Cattedrale di San Pietro Apostolo sorge sui ruderi di un antico tempio pagano dedicato a Giove, Giunone e Minerva, di cui resta il pulpito con lastre di pietra lavorata. Nei pressi della porta che si apre verso Venafro, su un colle, si erge una piccola Cappella che fu ampliata dopo diversi terremoti, aggiungendo il porticato e la bella gradinata esterna.

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C’è poi il Palazzo del Municipio, conosciuto anche come Palazzo San Francesco perché posto a fianco dell’omonima chiesa, con la sua facciata divisa in due ordini. Ma a rendere celebre Isernia è la duecentesca Fontana Fraterna, eretta in onore di Papa Celestino V, che anticamente sorgeva in Piazza Fraterna di fronte alla Chiesa della Concezione, ma dopo il bombardamento del 1943 è stata spostata in Piazza Celestino V, nel cuore del centro storico. Si tratta di un’elegante fonte pubblica con sei getti d’acqua dalle inusuali forme di loggiato, realizzata recuperando frammenti di iscrizioni e bassorilievi romani di pietra calcarea bianca. E’ articolata in tre fasce sovrapposte: partendo dal basso si vede una serie di lastre lisce, poi una fascia mediana con una serie di sei archi a tutto sesti sorretti, sul lato sinistro, da colonnine circolari e, sul lato destro, da colonnine ottagone, sui cui si trovano dei capitelli. La terza fascia è situata più in alto e presenta una fila di conci lisci sui quali si impostano dodici archetti pensili sorretti da mensoline ornata da motivi zoomorfi, fitomorfi e geometrici.

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Sul fondo della fontana in un secondo piano rispetto al loggiato, si distinguono due blocchi di età romana con dei festoni ed un’epigrafe di tipo funerario che inizia con una dedicazione agli Dei Mani. Sul lato destro della fontana è presente una terza epigrafe, di età alto medioevale, collocata tra due protomi leonine, che si riferisce alla costruzione di una fontana. Gli studi hanno dimostrato che i blocchi, provenienti da vari edifici della città, sono stati lavorati a più riprese: ecco perché il simbolo di Isernia rappresenta un interessante opera di lavorazioni, elementi decorativi, un esempio di cultura materiale sul quale sono scritti secoli di storia del territorio. Non a caso è considerata una delle più belle fontane italiane ed una delle opere più significative della regione.
 
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