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Molise Trivento scalinata di San Nicola e Cattedrale

Molise: a Trivento la scalinata dai 365 gradini

Il comune in provincia di Campobasso è noto per la sua lunga scalinata e l’interessante Cattedrale

Molise, Trivento<br>
© Pro Loco Terventum
Trivento, Scalinata di San Nicola
Arte e storia del territorio molisano caratterizzano anche il paese di Trivento, in provincia di Campobasso, cosi chiamato perché ancora oggi è esposto ai venti dell’est, del sud e del nord. Vi si accede tramite una salita che porta in cima al colle e proietta il visitatore in un’altra dimensione, dove a trionfare è la pietra. Ovunque tutto intorno è fatto di pietra, ad incominciare dalla fontana monumentale fino alla magnifica scalinata a tre corsie, formata da quella centrale molto ampia e da due laterali più piccole. E’ la scalinata di San Nicola, dove sfilano uno dopo l’altro ben 365 gradini, che si dice siano uno per ogni giorno dell’anno. Conduce alla parte alta del borgo collegando la piazza al centro storico: ai suoi lati si ergono gli edifici più importanti del paese e da sempre è il simbolo di accoglienza di Trivento, rappresentando una delle più belle gradinate di tutto il Molise.

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Scalino dopo scalino si arriva davanti alla Chiesa di San Nicola, davanti alla quale si può ammirare una bella statua marmorea del Cuore Immacolato di Maria. A quota 150 scalini ci si può fermare su Largo di Porta Maggiore dove la visuale spazia sulla Trivento moderna e si perde sulla montagna circostante. A quota 175 una poderosa costruzione la costringe a diramarsi e dare luogo a Via Roma, una strada fatta di scale. Al 234esimo scalino si apre invece la grande piazza che ospita la Cattedrale, il Campanile, la chiesa della SS Trinità e la Curia. La Cattedrale è l’altro simbolo cittadino, eretta su una preesistente basilica dedicata a San Casto. Ha subito nei secoli vari restauri ma custodisce tutt’ora preziosi tesori artistici tra cui la Cripta, situata a qualche metro di profondità sotto il transetto e il presbiterio, che segna il passaggio dal Tempio pagano, dedicato a Diana, al primo Cristianesimo.

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Della sua fase più antica la Cattedrale conserva oltre ad un' iscrizione del 1076 con la dedica ai Santi Nazario e Casto, una serie di archetti pensili che a tratti la coronano esternamente. Sull'altare c'è una lunetta in pietra, risalente al XIII secolo, con bassorilievo raffigurante la Trinità fiancheggiata da due angeli e due delfini. Tra le tre sculture lignee spicca una Madonna in trono del Duecento. A sinistra della Cattedrale un portale con arco a ogiva introduce nel Giardino dell’Episcopio da cui si può osservare la fiancata romanica della chiesa e, nelle aiuole, frammenti di cippi funerari romane. Lasciando la piazza, e percorrendo una stretta via, si passa davanti ad un palazzo baronale molto simile al complesso delle Torri montanare di Lanciano. Quando poi si arriva in cima la vista ripaga della salita, con la panoramica a 360° che spazia dai profili frastagliati dei monti ai paesini dirimpettai come Schiavi d’Abruzzo, Vastogirardi e Pietrabbondante.

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