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Minturno scavi archeologici romani

Minturno, le rovine di una vibrante città di mare

Un antico insediamento romano tra Lazio e Campania 

Minturno
istockphotos
Scavi di Minturno
Minturno è una cittadina laziale, che si trova in provincia di Latina a pochi chilometri dal confine campano. Al chilometro 159 della via Appia, in prossimità della foce del fiume Garigliano, un tempo sorgeva l’antica Minturnae, colonia marittima romana i cui resti oggi sono un importante patrimonio culturale locale. Poco noto in verità, specialmente se paragonato ad altre antiche cittadine costiere, eppure assolutamente meritevole di una visita. 
 
Gli scavi archeologici di Minturno racchiudono una porzione dell’Appia Antica con gli originali blocchi di lava basaltica. Un maestoso teatro romano risalente al I secolo d.C. con capienza di oltre 4000 spettatori. Ancora oggi utilizzato per eventi (concerti, spettacoli, reading, rassegne teatrali) durante i mesi estivi. I resti del foro - repubblicano e imperiale, del tempio Capitolium, delle tabernae e delle antiche terme. E ancora i resti delle domus, delle statue che adornavano le strade, dei monumenti. Un complesso archeologico importante, che racconta la storia di questa cittadina marittima, che i romani utilizzavano prevalentemente come porto, visto il facile accesso fluviale e l’approdo costiero. 

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Eretta intorno al 296 a.C., Minturnae fu probabilmente distrutta dai Longobardi sul finire del 580. Quella che oggi è chiamata Minturno è la cittadina che gli abitanti fuggiti ricrearono a pochi chilometri di distanza, sulle propaggini dei Monti Aurunci. Inizialmente denominata Traetto, e passata sotto diversi domini tra famiglie nobiliari, nel 1879 riprese l’antico nome con il quale è nota ancora oggi. All’epoca del suo massimo splendore l’antica Minturno dev’essere stata una città prospera, brulicante di vita, frequentata da viaggiatori, commercianti, uomini di cultura. Oggi si tratta di un comprensorio posto sotto la tutela del MiBACT, ed è possibile visitarne i resti tutti i giorni dell’anno, .  
 
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