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Tharros Sardegna monumenti da vedere italia

Le rovine mozzafiato della Sardegna fenicio-punica

I resti di Tharros dominano un istmo di terra affacciato su un mare cristallino

Rovine Sardegna
istockphotos
Le rovine di Tharros
Tra il IX e il III secolo a.c. le civiltà che popolavano la Sardegna entrarono in stretto contatto con i Fenici e con i Cartaginesi. Gli arrivi di questi popoli portarono nell’isola una serie di avanzamenti dal punto di vista del commercio, della tecnologia, dello sfruttamento delle risorse locali. Sorsero quindi nuovi insediamenti urbani, che in certi casi si sovrapposero a quelli precedenti, e di alcuni di essi le tracce sono ancora più che visibili: tra le rovine più maestose ed interessanti di quest’epoca, si elevano quelle di Tharros, nella provincia di Oristano – comune di Cabras, all’estremo sud della penisola del Sinis.
 
Situate in una posizione a dir poco mozzafiato, in cima alla collina di Su Murru Mannu su un istmo di terra che si getta in un mare turchese chiamato Capo San Marco, le antiche rovine testimoniano la presenza fenicia e punica nell’isola, e il successivo dominio romano. La civiltà fenicia vi si installò nell’VIII secolo a.c. ma esistono sono tutt’ora delle incertezza sull’epoca esatta della fondazione, anche perché vi sono testimonianze di un insediamento urbano precedente, come un muro situato in un’area attualmente sommersa che indicherebbe la presenza di un porto antecedente. Anche la colonizzazione cartaginese ha lasciato le sue tracce, sovrapposte a reperti di epoca nuragica. Insomma le teorie degli studiosi sull’origine del nucleo abitato di Tharros sono tutt’ora in evoluzione, ma una cosa è sicura: le rovine di questa antica città sono uno dei luoghi più spettacolari da visitare della Sardegna del sud, circondate da un panorama marittimo eccezionale.
 
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Si tratta di un’area archeologica che funge da museo a cielo aperto, nel quale passeggiare tra le stradine di origine fenicio-punica successivamente piastrellate dai romani, visitare le antiche terme, il tofet (o tophet) ovvero l’area consacrata, osservare le fondamenta e le colonne del tempio, camminare tra le rovine di case e antiche botteghe. La città di Tharros venne abbandonata nel 1070 e si dice che con le sue pietre fu costruita Oristano. Attualmente è possibile visitarla secondo gli orari e le modalità che trovate a questa pagina web.
 
 
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