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Lazio Castello di Vicalvi

Lazio: il mistero del castello della Signora Incatenata

Su uno sperone roccioso dell’omonimo comune sparso in provincia di Frosinone si erge una fortezza longobarda intrisa di misteri

Vicalvi, Castello Longobardo
©Luca Bellincioni/ Il Lazio dei Misteri
Lazio: Castello di Vicalvi
Il comune sparso di Vicalvi, in provincia di Frosinone, è situato su un colle della Valle del Comino, sulla cui cima, a 590 metri di altezza, svetta un Castello dell’XI secolo visitabile su richiesta, circondato dal vecchio borgo medievale fatto di case diroccate. Proprio il Castello di Vicalvi è stato teatro di un fatto che affonda le proprie radici nella leggenda: sotto il dominio Aragonese, nel Quattrocento, vi risiedeva Alejandra Maddaloni, moglie di un nobile di origine spagnola spesso assente da casa. La castellana iniziò a colmare la propria solitudine adescando uomini giovani ed aitanti con la promessa di una notte d’amore: ma di costoro il giorno successivo non c’era più traccia, grazie anche all’intervento di un servo che abbandonava i loro corpi lontano dalla fortezza.

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Con il passare del tempo iniziarono a girare voci sul conto della nobildonna che arrivarono all’orecchio del marito, il quale riuscì a scoprire le orrende malefatte della moglie. La dama venne incatenata e murata viva in una delle torri, e sembra che ancora oggi una bellissima figura spettrale, con i capelli lunghi e neri, vaghi tra le rovine del castello camminando in catene. Arrivando in prossimità del colle e guardando dal basso verso l’alto spicca una grossa croce rossa, a simboleggiare che, durante la Seconda Guerra Mondiale, il castello venne usato come ospedale da campo. Benché si presenti come rudere, il castello forma con le due cinte murarie poligonali, quasi integre, una vasta area fortificata e si erge dove un tempo c’era un’ antica acropoli romana. Ad est è possibile vedere la torre che è situata nel punto più alto del castello.

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Appena entrati dal cancello alzando gli occhi sulle mura è possibile ammirare una latrina sospesa, uno dei pochi esempi presenti in Ciociaria. Si possono ancora scorgere le stanze, alcune completamente affrescate, di cui il castello era dotato, la cappella con ancora visibile un affresco raffigurante una magnifica Madonna Nera, la Sala Capitolare, tramezzata per accogliere le Monache di San Nicandro, con archi a tutto sesto e tracce di camini i cui travertini sono stati trafugati negli anni. Dal castello si può ammirare un panorama che offre una visione a tutto campo con i boschi, le montagne, i paesi circostanti della Valle di Comino e il borgo antico di Vicalvi.
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