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Emilia Appennino location film Zen Fanano Castiglione dei Pepoli

L'Appennino emiliano è il paesaggio emotivo di Margherita Ferri

La regista di Zen sul ghiaccio sottile ringrazia la sua regione e ci rivela la bellezza di Castiglione dei Pepoli.

Cinecitta Luce
Qualcuno lo ha visto alla Mostra di Venezia - dove era tra i film sviluppati all’interno del programma Biennale College Cinema con il sostegno economico de La Biennale - e finalmente Zen sul ghiaccio sottile di Margherita Ferri arriva anche nelle sale italiane. Una storia di formazione costata appena 150mila euro e che, dopo esser stata premiata con la Menzione speciale al Premio Solinas Storie per il cinema 2013, la regista di Imola è riuscita a trasformare in realtà portando sui nostri schermi un 'coming of age movie' apparentemente autobiografico.

Protagonista del film è Eleonora Conti, che interpreta Maia, detta Zen, una sedicenne irrequieta e solitaria che vive in un piccolo paese dell’Appennino emiliano. È l’unica femmina della squadra di hockey locale e i suoi compagni non perdono occasione di bullizzarla per il suo essere maschiaccio. Quando Vanessa – l’intrigante e confusa fidanzata di un giocatore della squadra – scappa di casa e si nasconde nel rifugio della madre di Maia, tra le due nasce un legame e Maia riesce per la prima volta a confidare i dubbi sulla propria identità di genere. Entrambe spinte dal bisogno di uscire dai ruoli che la piccola comunità le ha forzate a interpretare, Maia e Vanessa iniziano così un percorso alla ricerca della propria identità e sessualità, liquide e inquiete come solo l’adolescenza sa essere.



Tutto è iniziato con i primi ciak battuti a Fanano (al locale palaghiaccio e non solo) lunedì 26 marzo 2018, ma il comune della provincia di Modena, il più vasto dell'Alto Frignano e tra i più interessanti tra quelli all'interno del parco regionale dell'Alto Appennino Modenese, non è stato l'unico a ospitare i nostri giovani eroi nelle tre settimane di lavorazione… La troupe ha infatti alloggiato "per alcuni giorni a Castiglione dei Pepoli, - come indicava una nota dell'Unione dei Comuni dell'Appennino Bolognese, - indicativamente dal 4 al 7 aprile", potendo godere così del "contesto amichevole e ospitale della località". Riprese, insomma, che permetteranno oggi al pubblico di ammirare il monte Cimone, il rifugio I Taburri Felicarolo, Porretta, Vergato e il piccolo comune confinante con Barberino di Mugello (e noto fino al 1863 come Castiglione dei Gatti) scelto "sia per alcuni interni, sia per diversi esterni che riguarderanno il centro cittadino e alcuni suggestivi sentieri nei dintorni", come ci rivela bolognatoday.it.

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Località che tutte insieme han saputo raccontare un territorio, una comunità e le montagne dell’Appennino (come sottolineato da lavocecastiglione.it) anche a un gruppo di adolescenti selezionati tra gli  studenti delle scuole 'della montagna' della Città Metropolitana di Bologna (Istituto Caduti della Direttissima ISICAST di Castiglione dei Pepoli, Istituto Montessori-Da Vinci di Porretta Terme e Istituto Luigi Fantini di Vergato) a seguito di un laboratorio sui temi della discriminazione e del bullismo, realizzato in sinergia con il Gruppo Scuola e Formazione del Cassero e del Centro Risorse LGBT di Bologna, e gli atleti di hockey dell’A.S.D. Polisportiva Fanano.



"Abbiamo lavorato a contatto con la comunità nei comuni di Fanano e di Castiglione dei Pepoli — spiegava al Corriere di Bologna Chiara Galloni di Articolture. – È la prima volta che produciamo un film di tematica LGBT: a noi interessano storie con valore socioculturale importante, come questa. Oggi ha senso combattere per affermare l’importanza del diverso, come fa il personaggio principale". "Ho voluto usare il paesaggio per raccontare i moti emozionali di Maia: le inquadrature non sono mai cartoline, ma cercano di esplorare la natura del personaggio", le faceva eco la regista, che nelle note di produzione specificava: "Ho cercato di raccontare la storia di Maia giustapponendo le sue emozioni al paesaggio dell’Appennino emiliano, bellissimo e dimenticato. Ho voluto esplorare la relazione tra la 'produzione del paesaggio' e l’identità di chi vive quei territori, lavorando sull’idea di 'paesaggio emotivo': uno strumento per stimolare lo spettatore visivamente e accompagnarlo nella dimensione più profonda dei personaggi".

 
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