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In fondo al bosco, la leggenda dei Krampus e la Val di Fassa

Cronaca e tradizione popolare si mescolano nel film di Stefano Lodovichi ambientato nel Trentino più suggestivo

Notorious Pictures
"La cronaca è il punto di partenza", ammette Stefano Lodovichi, regista di In fondo al bosco che dalla natia Grosseto ha scelto di spostarsi al Nord per la sua opera seconda attualmente nelle sale italiane. Nessun riferimento particolare, però, salvo quello alla tradizionale festa alpina del Krampus, diffusa in Alto Adige, Austria, Baviera e in alcune zone del Friuli Venezia Giulia. Una ricorrenza popolare che dà l'avvio al periodo dell'Avvento e che - come si vede nel film - porta tutti nelle strade a sfilare mascherati da diavoli, in un baccanale che dura tutta la notte del 5 dicembre.

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In una di queste celebrazioni, purtroppo, si smarrisce il piccolo Tommaso di quattro anni, che scompare nel bosco vicino. Ma questo è solo l'incipit di "una storia oscura e inquietante, ambientata nell’estrema provincia italiana tra le valli delle Dolomiti" come la definisce ancora il regista, che spiegava al quotidiano La voce del Trentino il film e le sue necessità: "I Conci, la famiglia del nostro film, come qualunque famiglia di provincia, vive di luci e ombre, di difficoltà quotidiane e di ambiguità. Ed è questa ambiguità che mi ha guidato nella ricerca delle location adatte. Avevo bisogno di un bosco, un luogo oscuro dove la luce penetrasse a fatica anche di giorno. Un posto freddo, immerso nella neve, isolato dal mondo, silenzioso. Bello e allo stesso tempo inquietante. E l'ho trovato in Trentino, nella Val di Fassa".

Tra Trento e la splendida Valle di Moena e Canazei si sono infatti svolte le riprese del film (sostenuto dalla attivissima Trentino Film Commission, come il prossimo La Corrispondenza, di Giuseppe Tornatore), spesso anche in condizioni non semplici… "Non è stato facile trovare le location in Trentino - raccontava Lodovichi a Il Tempo - Ho cercato negli angoli più remoti della Val di Fassa. Abbiamo girato scene alle 4 di notte, con 10 gradi sotto zero e un metro di neve sotto i piedi".

Probabilmente nessuno di noi avrà lo stesso aiuto "fondamentale" della Film Commission e dell’Apt Val di Fassa, che hanno guidato la troupe "fin dentro i posti più nascosti di quella incredibile valle ladina", affiancandoli per mostrare loro "il lato segreto di uno dei posti più belli e delicati del nostro Paese". Né forse avremo bisogno di esplorare "il bosco che c'è in tutti noi, un dedalo che appartiene a tutti". Ma di certo sarà utile - per poter organizzare una vacanza, tanto estiva quanto invernale, o delle escursioni originali - conoscere meglio alcuni dei luoghi che il film mostra, magari senza presentarli nel dettaglio…

Paesini e scorci inediti della Val di Fassa si alternano nelle scene, e nelle scelte dei responsabili delle location, che hanno visitato la zona lo scorso febbraio. Da Tamion e i suoi dintorni a Soraperra (località di Alba di Canazei che appare nelle riprese di una locale casa con veranda), dai boschi di Alba al torrente Avisio, da Vigo a Pera (dove si svolge la sfilata dei Krampus, arricchita dalle comparsate dei valligiani accorsi ai provini di Pozza e Canazei e dagli iscritti all’associazione di Pozza) la scelta è ampia. Ma ancora di più considerando tutto cio' che la splendida Valle offre a chi la visita, e che non potrebbe essere compreso in un unico film.



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