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Palermo Festa di Santa Rosalia, hotel e ristoranti

Palermo s'inchina alla Santuzza

La festa patronale della città è dedicata a Santa Rosalia e si svolge con il tradizionale corteo storico tra sacro e profano

Festa di Santa Rosalia a Palermo<br>
© Wikipedia
Statua di Santa Rosalia
Santa Rosalia Sinibaldi è un personaggio di spicco per la Chiesa cattolica. Appartenne alla nobile famiglia dei Sinibaldi del XII secolo: suo padre era un vassallo dei re normanni; sua madre era imparentata con la famiglia reale. Il nome che i genitori le scelsero è una contrazione del latino “Rosa Lilia” ovvero rosa e gigli, fiori che simboleggiano rispettivamente la regalità e la purezza e che anticiparono due delle qualità che contraddistinsero nella vita la vergine palermitana. La giovane nobile trascorse i primi anni nella splendida reggia paterna, ricevendo un’ottima educazione e una solida formazione cristiana.

Ben presto fu scelta come damigella d'onore della regina Margherita, partecipando cosi alla vita di corte. I genitori avevano previsto per lei un nobile matrimonio al quale Rosalia inizialmente non si oppose, ma una visione straordinaria la indusse improvvisamente a rinunciarvi. Leggenda narra che il giorno dell’incontro con l'uomo che era stato prescelto per le nozze, Rosalia guardandosi allo specchio, invece della propria immagine, vide riflessa quella di Gesù Crocifisso con il volto rigato di sangue. La visione venne interpretata dalla giovane come la chiamata che Cristo le rivolgeva e, rivelando ai parenti e alla corte che il suo unico desiderio era quello di andare sposa solo a Cristo, lasciò il palazzo reale per abbracciare la vita consacrata.

Santa Rosalia è diventata Patrona di Palermo nel 1666 con culto ufficiale esteso a tutta la Sicilia, in seguito ai tragici eventi legati al diffondersi della peste. Nel 1624, mentre la terribile piaga decimava il popolo, lo spirito di Rosalia apparve in sogno ad una malata, e poi ad un cacciatore. A lui la Santa indicò la strada per ritrovare le sue reliquie, chiedendogli di portarle in processione per la città: dove quei resti passavano i malati guarivano, e Palermo fu purificata in pochi giorni. E’ da quel momento che la processione si ripete ogni anno.

Ecco quindi che i palermitani soprattutto attendono con trepidazione la notte tra il 14 e il 15 luglio per celebrare degnamente la loro santa patrona. Autentico scrigno di tradizioni, il Festino di Santa Rosalia è un evento che attira in città decine di migliaia di turisti, grazie anche alla marcia del Carro della Santuzza, un corteo che si muove dalla Cattedrale al Foro Italico, passando prima per piazza Bologni, Quattro Canti e Porta Felice, in un mix di folklore e religione che trova il suo culmine nei tradizionali fuochi d’artificio che illuminano a giorno il foro Umberto I fino alla Cala. Alcuni quartieri simbolo di questa tradizione, addobbati a festa attraverso luminarie, diventano palcoscenici del Festino, in particolare la Kalsa, Monte Pellegrino, e Monte di Pietà.

Il Cassaro viene trasformato in un grande palcoscenico in cui si rivive il dramma del diffondersi del contagio pestilenziale e la grande gioia della liberazione per intervento della Santa mentre il Carro trionfale non è soltanto apparato scenico ed allegorico, ma vera opera contemporanea d’artista. Uno dei momenti clou del festino è infatti la sfilata del Carro trionfale per tutto l’antico Cassaro: trascinato dai buoi, ha la forma di un vascello con a poppa una struttura architettonica alla cui sommità è issata una statua di Santa Rosalia nel pieno della sua gloria.

Durante le celebrazioni si consumano pietanze che fanno parte della tradizione popolare palermitana, tra cui la pasta con le sarde, i babbaluci che sono lumache bollite con aglio e prezzemolo, il polpo bollito e la pannocchia bollita. Il 15 luglio, conclusi tutti i festeggiamenti, è il giorno del ringraziamento, della preghiera e della invocazione da rivolgere a Santa Rosalia, le cui reliquie, contenute nella preziosa urna d’argento, vengono portate in processione per le vie della città, partendo dalla Cattedrale e facendovi ritorno a mezzanotte. Partecipare alle celebrazioni di Santa Rosalia significa vedere un altro volto di Palermo, quello intriso di tradizioni antiche che animano da secoli un popolo devoto, e certo non può mancare l’occasione di visitare gli altri luoghi simbolo cittadini come la Chiesa della Martorana, la Cappella Palatina e il Palazzo dei Noramanni conosciuto anche come Palazzo Reale, le catacombe, i mercati popolari, la Fontana Pretoria.

Per mangiare Le Delizie di Cagliostro (Via Vittorio Emanuele 150; www.ledeliziedicagliostro.it) si trova a due passi da Piazza Marina ed è un ristorante tipico siciliano; per dormire l’Hotel Alessandra (Via Divisi 99; www.hotelalessandrapalermo.it) ubicato nel Palazzo Balsamo in stile liberty, è un raro esempio di architettura siciliana in centro città, con camere arredate con mobili autentici dell’Ottocento.
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